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Noi: estranei a casa nostra

Noi: solo estranei a casa nostra Mi chiamo Elena, ho 32 anni, di Ancona e sono solo un’estranea a casa mia. Non saprei nemmeno da dove cominciare per raccontare questa storia, assurda aggiungerei. Anno 2007. Dopo anni di sacrifici e sacrifici veri, mia sorella si compra la casa dei sogni, non certo una di quelle case con piscina e giardino, una casa normale, ma da poter definire propria per un suo futuro. Noi andiamo ad abitare con lei, prendendo la nuova residenza ed aiutandola nel pagamento del mutuo, avuto grazie alla garanzia data dai miei genitori a sua volta avuta grazie al possesso della vecchia casa. Mutuo esagerato: 1.500 ? al mese, "ci proviamo" dice mio padre, tanto l’altra casa la mettiamo in affitto. E’ già abbiamo (o sarebbe meglio dire avremmo visto come stanno andando le cose) la casa dove abitavamo prima da poter affittare. "non sarebbe meglio venderla?" chiedo io "è no, non possiamo, le case popolari, una volta passate al riscatto non possono essere vendute prima di 10 anni, ma affittate si" risponde mio padre "e perché?" (domanda ovvia credo) "per evitare dei lucri". Ah bè certo perché nella vendita c’è lo scopo di lucro ma nell’affitto no? Mi chiedo tra me e me ed invece è proprio così, nel nostro affitto non c’è stato alcun tipo di guadagno, anzi, tasse su tasse per una casa dalla quale non percepiamo alcun tipo di affitto. "Ho trovato un inquilino" dice un giorno mio padre "è un rumeno, bravissimo, un muratore, che vorrebbe prendere in affitto la casa dove poi abiterebbe con sua moglie e sua figlia che arriveranno dalla Romania per il mese di luglio". Giugno 2007. Scettici ma nello stesso tempo felici di iniziare una nuova vita in una bella casa nuova, accettiamo la proposta dell’inquilino, forma del contratto: 4 + 4 e ce ne andiamo in fretta e furia da casa vecchia, perché lui ci aveva chiesto di lasciarla il prima possibile che doveva verniciarla ed imbellettarla per la sua famiglia. Dopo aver dormito per diverse notti sopra il cellophane dei materassi incartati dai facchini e mangiato seduti per terra in mezzo alla polvere, sembravamo aver trovato la via giusta. Ridevamo di quel trambusto, eravamo felici. Per qualche mese, solo per qualche mese. Cominciano le prime telefonate "la vicina fa rumore, potete dirle qualcosa?", "il vicino ci disturba, chiamatelo", "le pulizie il vostro inquilino non le paga, le pagate voi?", "questo mese non posso pagarti, va bene se ti pago doppio il prossimo?", "si è rotto il televisore, ne avreste uno?". A tutte le loro richieste abbiamo sempre risposto affermativamente. Per bontà dei miei genitori? No, per onestà e correttezza. "Me ne vado, torno in Romania, lascio mia moglie" ci dice lui un giorno. Aprile 2010. L’inferno. Lui se ne va, nessuna particolare formalità: una semplice lettera di recesso da contratto e la moglie? Pensiamo che se ne sarebbe andata anche lei con lui ma non è stato così, rimane in casa, con una semplicissima lettera di subentro fatta dal suo avvocato, subentra lei al posto del marito nel contratto, per diritto di moglie, ma noi? Se non eravamo d’accordo? Non è normale chiedere il parere del proprietario della casa sulla scelta dell’inquilino? No, non è normale, la legge dice così, punto e basta. Non paga, non paga mai. Gennaio 2011: il mio fidanzato mi chiede in moglie, decidiamo di andare ad abitare in quella che era stata la mia casa per tanti anni, in fondo il 4 anno del contratto scadeva a giugno 2011. "Non è così semplice" ci dice l’avvocato che siamo stati costretti a prendere per difenderci (difenderci da casa nostra), "devi dimostrare che la casa ti serve". Anche se la prima scadenza era arrivata, non importa, dobbiamo intentare una causa di sfratto per necessità. Prima cosa da fare: lettera con un anticipo MINIMO di 6 mesi alla scadenza indicante lo sfratto derivante dal bisogno della casa. Fatto. 1° udienza: Gli avvocati di lei fanno opposizione: la casa non può servire al proprietario perché ne ha già una dove vive. Bè l’opposizione sarà anche assurda ma è più assurdo il responso del giudice sostituto (il giudice assegnatario non c’era): ACCETTATA. 2° udienza, Giugno 2011: rimandata per chiusura dell’anno giudiziario. 3° udienza, 18 ottobre 2011 (settembre era ancora troppo caldo per gli uomini e le donne di giustizia): fissata la data del rilascio immobile, 18 Aprile 2012. COSA??? Altri 6 mesi? Ma non paga dal 2010, è normale? No, non è normale, la legge dice così, punto e basta. Andiamo avanti a fatica, il mutuo ci pesa come tutti gli anni che ci stanno passando davanti, ogni fine mese sembra un macigno, cade il governo, nuove tasse, l’ICI che diventa IMU e noi la dobbiamo pagare doppia, proprietari di due case ci dicono, anche se dall’altra non percepiamo niente, paghiamo solo. E’ normale? No, non è normale, la legge dice così, punto e basta. 18 Aprile 2012: non si sa nulla. 19 Aprile 2012: il nostro avvocato deposita al tribunale "l’atto di precetto" che dovrà essere spedito da un ufficiale giudiziario e dal ricevimento del quale "la signora" avrà 10 giorni di tempo per abbandonare la casa. 30 Aprile 2012: non si sa nulla. 15 Maggio 2012: e-mail del nostro avvocato (gli è sempre costata molta fatica telefonare) dove spiega che ancora non avevamo saputo nulla perché l’atto è partito il 14 maggio. Ma perché? E’ normale? No, non è normale, la legge dice così, punto e basta. 5 Giugno 2012: Telefono all’avvocato "a che punto siamo?" le chiedo. L’atto di precetto è tornato indietro, ora deve depositare un altro atto: "monitoria di sgombero" dove un altro ufficiale giudiziario fisserà un’altra data per il rilascio dell’immobile. Lo dico a casa, ci sembra fatta, mi sposo il 22 settembre ed avrò tutta l’estate per sistemare casa, "certo" mi dico "prima si libera e meglio è, così la posso sistemare meglio", papà prova a telefonare all’ufficiale giudiziario incaricato allo sgombero…Secondo inferno. La data non verrà messa se non dopo l’estate. Giugno è impossibile: prima che l’atto fa tutti i giri burocratici, il mese passerà senza infamia e senza lode. Ma perché? Chi lo deve leggere ancora? Cos’altro c’è da aspettare? Ma è normale? No, non è normale, la legge dice così, punto e basta. Papà le chiede se non era possibile sistemare il tutto per luglio o agosto: no, a luglio e ad agosto non si fanno gli sfratti. Perché? E’ la legge, punto e basta. Per settembre? Non si sa, sfratti segnati ancor prima del nostro sono stati fissati per novembre ci risponde. Forse a Natale? Forse, ma bisognerà vedere, ci dice l’ufficiale giudiziario, se la "signora" è disposta ad andarsene. Quindi ricapitolando: il nostro calvario non è ancora finito quindi, dovremo stare ancora ad aspettare, inermi, senza poter far nulla, invasi a casa nostra da un’inquilina sgradita che: non paga l’affitto da anni, non paga il condominio da anni nonostante i 1000 solleciti di insolvenza (ed indovinate un po’ a chi spetta questo onore?), gli è stata portata via la figlia dagli assistenti sociali (non sappiamo il motivo ma è ovvio che sarà perché è una bella persona), ha un cane dentro casa contro la nostra volontà ("noi non vogliamo animali" avevamo detto al nostro avvocato, "ma non potete fare nulla, dovevate scriverlo nel contratto"), il contratto è scaduto dopo i 4 anni e non è stato rinnovato (non c’è stato nemmeno un tacito rinnovo con l’emissione di una ricevuta fiscale a seguito del pagamento visto che pagamento non è mai avvenuto), noi proprietari non possiamo entrare a casa nostra, sarà distrutta? E poi perché a lui è bastata una semplice lettera di recesso per andarsene? E perché lei è potuta subentrare al contratto con una lettera pervenutaci il giorno prima della scadenza? E perché noi abbiamo dovuto scriverle con un anticipo MINIMO di sei mesi (altrimenti non sarebbe nemmeno stato preso in considerazione). Tanti sacrifici per nulla direi, la legge chi sta tutelando in questo momento? Di chi sta facendo gli interessi? Perché permette questo? Perché lei usa avvocati d’ufficio pagati dallo Stato gratis? La beffa è anche legata al fatto che probabilmente siamo noi, tramite le tasse ad averle pagato i difensori. Ed il nostro di avvocato chi lo paga? E tutti gli affitti arretrati da chi li prendiamo? Ed io dove andrò ad abitare? Ad agosto finirà il mio contratto di lavoro per sostituzione di maternità e dopo? Non voglio nessun tipo di aiuto, ce l’ho sempre fatta da sola e sempre sarà così, non devo dire grazie a nessuno, se non che ai miei genitori i quali mi hanno sempre sostenuta negli anni di studio che mi avrebbero dovuto portare un buon futuro, ma evidentemente una laurea in economia e commercio, un master in amministrazione finanza e controllo ed un dottorato in economia aziendale non sono sufficienti a garantire l’integrazione di un italiano nel proprio Paese. Mi piacerebbe solo che ci fosse rispetto anche per noi italiani. La legge li tutela, i miei genitori sono stati sfrattati dalla casa dove abitavano in soli due mesi, ed avevano due bambine piccole, di cui una piccolissima. Come mai è stato tutto così semplice e veloce? Forse perché siamo italiani? Con chi dovrei prendermela? Con il mio avvocato? Certo, non si è fatta in quattro per noi, non è riuscita a trovare quei cavilli per aiutarci che piacciono tanto al nostro Governo, ha semplicemente applicato la legge, che è anni luce lontana dalla giustizia. Dovrei prendermela con gli avvocati della nostra inquilina? Mi risponderebbero solo che hanno fatto il loro dovere, perché la legge glielo permette. Dovrei prendermela con il giudice che le ha regalato altri 6 mesi? Non posso, era nelle sue potenzialità, ha solo applicato la legge. Dovrei prendermela con gli ufficiali giudiziari che non fanno sfratti nel mese di luglio ed agosto? Ancora una volta non posso, è la legge. Dovrei prendermela con la "signora" perché non se ne va? Perché ancora le è concesso di stare qui in Italia? Non posso perché è la legge a permetterglielo. Perché la polizia mi ferma per strada e mi chiede patente e libretto come se fossi una delinquente? Hanno mai fatto un giro per Corso Carlo Alberto alle tre del pomeriggio, ci saranno 50 panchine, ma nessuna libera, pieno di straneri che dormono, bevono 2-3 bottiglie di birra da 66 cl che dopo mezz’ora diventano 6-7, banchettano, ma non uno spuntino, si fanno dei panini li, sulle panchine, buttando poi le carte per terra. Si fanno la pedicure per strada e per parlare urlano. E ti dicono dietro chissà cosa e ridono. Si fanno dibattiti, trasmissioni e sedute in Parlamento per l’integrazione degli stranieri, per assicurare loro un futuro, ma il nostro di futuro chi lo difende? Sono sempre stata rispettosa verso tutti i tipi di regole e leggi anche se non le condividevo le ho sempre rispettate, ma sono anche sempre stata convinta che fare legge non è fare giustizia ed oggi più che mai ne sono convinta. Mi rimane solo una flebile speranza: che tutti ottengano ciò che si meritano, starà alla coscienza di ognuno giudicare questa frase una minaccia o un augurio. Ho sempre amato il mio bel Paese, non avrei mai creduto che sarebbe arrivato a farmi schifo. Spero che questa mia lettera aperta non rimanga una goccia nel mare ma che serva da monito a tutti coloro che dovrebbero salvaguardarci, che qualcuno la prenda in considerazione e cerchi di cambiare una realtà che diventa ogni giorno sempre più lontana dal giusto. E noi continuiamo ad essere solo estranei a casa nostra. P.S.: Tutto questa storia sembra assurda, è sicuramente più assurdo che è tutto vero e tutto potrà essere documentato, spero che qualcuno possa dare il via ad un cambiamento.

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