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Esperienza personale

Signor direttore, sono Mohamed, il fratello di Karim, il ragazzo che è stato colpito da un proiettile vagante 4 anni fa a capodanno portando la nostra famiglia a trasferirci a Parma per la sua riabilitazione al Cardinal Ferrari, da allora, tra mille difficoltà, siamo ancora qui. In questi anni abbiamo incontrato persone splendide che ci hanno aiutato, persone in difficoltà economiche come noi magari, ma che hanno fatto di tutto per aiutarci. Poi c’è la caritas, persone che si son fatte in quattro per noi, anche il comune ha dato un aiuto fondamentale:la casa popolare.. Ma un episodio ci ha lasciati amareggiati: mio fratello si è trovato casualmente a fare le medie nella stessa classe del figlio della famiglia Barilla, Karim ha chiesto al suo amichetto se potevamo chiamare sua mamma, dopo il loro consenso mia mamma ha chiamato per spiegare la nostra difficoltà e chiedere se c’è una possibilità di lavoro nella loro grande azienda che conta migliaglia di dipendenti e fattura miliardi di euro, anche nelle pulizie, sarebbe già tanto, la signora Barilla ha risposto:, il tutto detto con assoluta mancanza di empatia e freddezza. La moglie dell’industriale che liquida la poveretta, mia mamma si è sentita umiliata, non ci aspettavamo un posto di lavoro per forza di cose, ma nemmeno una freddezza del genere. Sì siamo stati aiutati, ma solo da chi è stato nella nostra stessa situazione e sa cosa vuol dire essere poveri. Spero un giorno che gli ultimi come noi saranno i primi.

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