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Si fa ma non si dice

Caro Direttore, Antonio Cassano pronuncia la parola «froci» in conferenza stampa e si scatena un putiferio. Quel raffinato gay Alessandro Cecchi Paone, nel momento in cui la Nazionale di calcio italiana è impegnata in una prova dura e difficile, qual è il campionato Europeo, e ha bisogno di tanta serenità e incoraggiamento, fa sapere al mondo intero che tra gli azzurri ci sono dei gay e, addirittura, uno di loro è stato con lui. A parte il fatto che certe cose si fanno ma non si dicono. Lo sostiene anche il governatore della Puglia Nichi Vendola: «Se qualcuno tentasse di entrare nella mia vita per parlare del mio eros e dei miei affetti lo riterrei inaccettabile». Invece Cecchi Paone che poteva benissimo risparmiarsela la sbandiera ai quattro venti. E poi sarà vero? C'è un riscontro, un nome? Come poteva benissimo, il giornalista, evitare la domanda sui «gay in Nazionale». Il pibe di Bari vecchia, si sa, che è cresciuto a pane e pallone tra i vicoli della città di San Nicola. Lui, che pure ha pubblicato due libri, non ne ha letto nemmeno uno in vita sua. A qualche testo scolastico delle elementari forse ha dato un'occhiata soltanto alla copertina. Al futuro fantasista della Nazionale italiana di calcio interessava solo un pallone per dare calci, la mattina, il pomeriggio e la sera. E in quei vicoli, Antonio ha speso parte della sua infanzia e adolescenza con i suoi amici. Nessuno di loro era gay, tutti eterosessuali. Cassano lo sapeva, però quando perdeva le staffe, perché uno di loro gli aveva fatto un torto lo apostrofava con una parolina magica: «si nu ricchiun!!!». Era questa l'offesa peggiore ad un ragazzo di Bari vecchia. Se il fantasista della Nazionale avesse detto gay, che fa più chic oggi e avesse anche aggiunto che era felice di averne più di qualcuno in Nazionale, oggi tutti l'avrebbero osannato e adorato come Sant'Antonio. A proposito auguri FantAntonio. Però rimane un fatto. Nei dizionari della lingua italiana si trovano le seguenti parole: omosessuale, ricchione, pederasta, frocio, finocchio, culattone e checca. Il tutto per dire che uno è gay. Nando Perri

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