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Il futuro dell'Europa e dell'Euro.

Domenica sera, dopo il voto – molto atteso – in Grecia, si capirà meglio quale sarà il futuro dell’Euro e, soprattutto, volenti o nolenti, dell’Unione europea. Sapremo, allora, se la moneta unica e la costruzione dell’Europa come si è fin qui realizzata hanno ancora un futuro o meno. Il punto sostanziale dell’intera vicenda è che all’unione monetaria – che ha dato origine alla moneta unica, l’Euro – non si è fatto precedere una reale e concreta integrazione politica tra gli Stati dell’Ue. Oltre a questo è sotto gli occhi di tutti il forte deficit democratico che permea le istituzioni comunitarie. La democrazia dell’Ue è ancora un concetto vago, sotto molti di vista addirittura inesistente. L’Ue non possiede alcun collegamento diretto con i cittadini dei diversi Stati membri, tranne che nell’elezione del Parlamento europeo. L’Europa come è oggi strutturata rappresenta un’organizzazione che porterà una sempre maggiore centralizzazione dei poteri (a Bruxelles), con le decisioni che verranno prese dall’alto, senza alcuna consultazione dei popoli, gli unici legittimati a ratificare le scelte politiche (seguendo, ovviamente, il principio della democrazia). L’Europa, credo, si trova di fronte ad un momento decisivo della propria storia: o propendere per un modello democratico e regolato dalla sussidiarietà ad ogni livello (modello sempre e costantemente richiamato come corretto principio di buona governance), o cadere nel vicolo cieco del Super-Stato che produce Direttive, Regolamenti e normative in ogni settore della vita quotidiana delle persone. Il bivio che l’Europa ha di fronte a sé è chiaro: o un’Europa dei popoli, democratica e rispettosa delle differenze tra gli Stati e le Regioni europee, o un’Europa centralista e oppressiva dei diritti e delle libertà personali. Roberto Marraccini

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