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gli ipocriti si fermano per la nazionale.

Locali vuoti strade deserte,sembra l’inizio di una canzone ma è quello che vedo recandomi da un mio amico a guardare la partita della nazionale italiana. La domanda è perché un popolo sa essere così unito per un evento sportivo e non per cose più importanti,quando parliamo di crisi, di aiuti per i terremotati ci chiediamo quanto prende un giocatore? Il più scarso circa sette milioni,l’equivalente di 100 palazzi(dati alla mano non parlo mai a vanvera).Sta di fatto che non si ribella nessuno nemmeno i diretti interessati che guardano la partita in un campo e si fanno riprendere dalle telecamere,quando invece dovrebbero stare sotto gli uffici del comune a gridare ai signori di fare il loro lavoro. Egoista,cattivo,forse,ma non sarà certo uno schermo gigante in un prato triste a farmi credere che si stiano preoccupando dei terremotati,quei quattro demagoghi strozzini. Ma l’Emilia è un caso a parte,a Ragusa non c’è stato alcun terremoto,stanno tutti bene i precari i disoccupati e tutti coloro che si lamentano,possono camminare sulle loro gambe correre e gridare ma nessuno lo fa,anzi alla prima occasione cantano l’inno nazionale davanti al 75 pollici. Poi sono arrivato a destinazione ho guardato la partita è non ho parlato di crisi,non datemi ragione ma almeno non piangete,o ribellatevi.

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