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Pagelle e

Lombardia, Scuola Primaria, ultimo anno. Dopo 5 anni di impegno serio e costante con il massimo dei voti, una ragazza arriva alla fine del percorso scolastico. In questi anni c’è stato un continuo avvicendamento di insegnanti ed ogni volta una gran fatica per ricostruire un rapporto di reciproca conoscenza. Alla consegna della pagella di fine anno (e del quinquennio), questa ragazza che ha sempre dato il 300% di impegno, non un’assenza, verifiche scritte e orali impeccabili, si ritrova con tutti 10 in pagella nelle materie “importanti” (italiano, matematica, inglese, storia, geografia, etc …) tranne che nelle materie “minori” di un’insegnante arrivata quest’anno in quinta - ginnastica (ops…motoria), arte e informatica dove si becca un bel 9. Direte: -“E’ un bel voto il 9!”. Tuttavia, per chi tende a raggiungere l’eccellenza, significa che non si è raggiunto il massimo degli obiettivi fissati. La ragazza in questione ha una vetrina piena di trofei in quanto piazzata ai primi posti di classifiche regionali e nazionali di diversi sport a livello agonistico quali ginnastica artistica, ginnastica ritmica, è inoltre cintura marrone di karate perché per la cintura nera è troppo piccola, nuoto, e si ritrova l’insegnante che le ha dato 9 che insegna “Alla larga, alla stretta, Pinocchio in bicicletta!”. A questa istruzione corrisponde l’apertura delle gambe, la chiusura delle stesse e la simulazione della bicicletta. La ragazza in questione disegna molto bene ed ha una confidenza con l’informatica che definirei molto buona e sicuramente all’altezza di un’insegnante che passa un’ora a spiegare i misteri della BARRA SPAZIATRICE! Ebbene, alla richiesta di spiegazioni, l’insegnante ha risposto che la ragazza è eccellente, che non ha nulla da recuperare o migliorare ma, i motivi che l’hanno portata a optare per il 9 sono : a) l’insegnante non era presente a partire dal primo anno b) l’insegnante ritiene che il voto massimo sia 9 ed infatti ha dato 9 a tutto il plesso. Ma la ragazza non ha colpe per non aver avuto questo personaggio fin dal primo anno, semmai ha dovuto subire le conseguenze della mancata continuità didattica ed oltre a ciò deve essere punita 2 volte?? In aggiunta, l’insegnante se ne infischia (o forse non lo ha letto) del regolamento che prevede una valutazione dal 6 al 10. Non si parla di limitazione al 9 oppure “a discrezione dell’insegnante”. Quando io, genitore della ragazza, faccio presente all’insegnante che ha rovinato una pagella senza alcuna motivazione che abbia un senso, questa risponde: - “Ma io ho libertà d’insegnamento!”. Non sa la signora che altra cosa è la libertà di valutazione? La valutazione deve essere oggettiva e riferita a criteri prestabiliti. Evito di dilungarmi anche su un ultimo aspetto che è mortificante per chi cerca di dare il meglio: durante il primo quadrimestre non danno dieci - seppure l’individuo lo merita - perché il ragazzo potrebbe non essere più stimolato nella seconda parte dell’anno. Generalizzare in questo modo significa demotivare tutti i ragazzi che danno sempre il massimo, allineandoci verso il basso. In virtù di quanto sopra, avrei alcune proposte. 1. Se ad uno studente che fa il suo lavoro al 100% dall’inizio dell’anno scolastico non gli viene riconosciuto quello che gli è dovuto (in base a dati oggettivi quali verifiche e interrogazioni) ma solo una parte, per par condicio, anche gli insegnati dovranno ricevere una parte dello stipendio. Quindi, se al primo quadrimestre il voto più alto è 9, gli insegnanti non riceveranno uno stipendio intero. Non vedo perché il lavoro dei ragazzi debba essere “pagato” meno di quello delle insegnanti. 2. Gli insegnanti, invece di andare in ferie per tre mesi a spese del contribuente, dovranno essere equiparati a tutti i lavoratori e magari fare corsi di formazione durante questo periodo. Con tutte le tasse che paghiamo, dovremmo poterci permettere grandi professionisti sempre aggiornati. 3. Prima di compilare le pagelle, inseriamo delle fasi intermedie di valutazione che prevedano l’autovalutazione dei ragazzi confrontate con i voti che intendono assegnare le insegnanti. Se ci sono giudizi discordanti, l’insegnante dovrà illustrare al ragazzo e ai genitori le motivazioni oggettive e non soggettive di tali discrepanze e mostrerà al ragazzo e al genitore il percorso da seguire per colmare eventuali lacune. Se il ragazzo seguirà tale percorso e avrà modo di dimostrarlo centrando l’obiettivo deve essere valutato di conseguenza. La dobbiamo smettere con ”l’effetto sorpresa” – spesso negativa – e genitori che sono in balia di schegge impazzite. Infine delle considerazioni generali. E’ necessario che la scuola aiuti i ragazzi a far emergere il proprio talento e non mortificarlo. Il voto non è un premio è una valutazione oggettiva. Una valutazione sbagliata, non fondata su criteri oggettivi ma basati su teorie strampalate, possono determinare l’ottenimento o la perdita di una borsa di studio (per fortuna non era questo il caso). Gli insegnanti devono capire che i risultati di uno studente sono frutto non solo del lavoro dello studente ma anche dell’insegnante, nonché del genitore. Un voto basso dello studente significa che non è stato in grado di apprendere bene, che l’insegnante non è stato in grado di insegnare bene e il genitore non è stato in grado di seguire in modo adeguato il percorso del ragazzo. Per fortuna, ci sono moltissimi insegnanti che sanno fare il proprio mestiere con professionalità e passione, purtroppo non possiamo sceglierceli ma dobbiamo lottare per fargli avere maggiore spazio. Se nel sistema scuola le persone non qualificate né valide venissero affidate ad altri incarichi, probabilmente i professionisti potrebbero essere meglio pagati e magari potrebbero contribuire alla migliore formazione dei nostri ragazzi. Vi terrò aggiornati di eventuali sviluppi futuri. Ora arrivano le scuole secondarie … Aneres

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