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Il remare contro fa cadere la fiducia e alzare lo spread

C’è da piangere a constatare la pochezza intellettiva e culturale di gente che si propone di governare il Paese. Al di là delle dichiarazioni strumentali da politica da retro dei peggiori bar di Caracas che lasciano il tempo che trovano, quello che spaventa nella fattispecie è che si parli dello spread come si parlerebbe delle estrazioni del lotto; cioè si danno i numeri a caso senza neanche sapere di cosa si parla. Ora è chiaro che lo spread dipende essenzialmente dalla credibilità della classe politica di un paese e dalla sua capacità di farlo crescere economicamente, perchè più si guadagna, più sono le risorse disponibili per abbattere il debito. Agli investitori non gliene frega niente di chi fa che cosa, ma essi guardano alle potenzialità di un governo nel prendere decisioni e varare manovre. In Italia a Palazzo Chigi ci possiamo mettere chi ci pare, ma l’effetto non cambiarà se chi comanda adesso mette solo tasse recessive, e chi comandava prima aveva le mani legate da una sinistra sfascista, da un paleo-sindacalismo autolesionista ed irragionevole, una magistratura vigliacca ed eversiva che è riuscita a montare dal niente ben 35 procedimenti giudiziari contro l’ex premier; un niente che ha prodotto sinora 27 assoluzioni, ed è in arrivo la 28sima su 28 processi chiusi. E’ proprio il remare contro della sinistra, della stampa, delle lobby, di chi difende i propri privilegi a far cadere la fiducia nel nostro Paese, e di conseguenza a far crescere lo spread. In giappone l’indebitamento è del 200%, ma lo spread è basso a prescindere da chi governa perchè si sa che comunque l’economia nipponica è sotto continuo controllo e stimolata senza soluzione di continuità. Del resto, da una stampa prona e faziosa, in un sistema dove si fa giornalismo solo se si è politicamente raccomandati, cosa ci potremmo aspettare dai giornalisti della Repubblica o Corsera, che entrino in contradditorio con chi li foraggia e li mantiene al sole, che se gli girano le balle li mettono anche in mezzo ad una strada? Giuseppe Sagliocco - Lodi

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