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Eredita si eredita no

Spett. Direttore , le scrivo per fare si che si mediti su un fatto che prima o poi riguarda tutti noi ,la morte. Ora per molti la morte comporta una rinuncia non solo alla vita terrena ,agli affetti,e tutto ciò che di caro si ha avuto ma anche ai beni che si è costruito faticosamente durante il nostro passaggio . Il passaggio comporta rinuncia e a questa rinuncia ognuno di noi è chiamato a porvi rimedio come può. Uno di questi rimedi è il testamento. Mio padre ,ha sempre lavorato duramente ed io assieme a lui e mia madre abbiamo costruito una piccola fortuna negli anni. Questa fortuna alla morte si è scoperto di appartenere ,per volontà di mio padre che ha redatto un regolare testamento dal notaio ,al sottoscritto nominandolo erede universale. Tutto bene se non fosse che il testamento non tiene conto della legge italiana che impone quote ma bensì solo della volontà espressa da mio padre e quindi un fratello che vive da sempre all'estero e che non ha mai contribuito in alcun modo alla realizzazione del suddetto patrimonio e che ha fatto orecchio da mercante nei momenti di vero bisogno viene lasciato fuori. Alcuni diranno che ciò non è giusto in quanto tutti i figli sono legittimati a ricevere una quota del patrimonio di famiglia ,io da sempre sono del parere che chi semina raccoglie e chi non semina non può pretendere niente in cambio. I miei genitori ,penso anche mia madre,la pensavano come me e hanno meditato e fatto una loro scelta ora qualcuno dirà bene hai ereditato ,fortuna tua. Ebbene cosi non è perché questi beni sono vincolati dallo stato che per anni non consentono ne la vendita ne l'accensione di mutui ipotecari con a garanzia appunto su questi beni e cosi via proprio perché esiste la possibilità di impugnazione del suddetto testamento. Ora mi chiedo ,siamo veramente padroni a casa nostra? Io penso che se quel bene è tuo di diritto tu dovresti avere la facoltà di decidere a chi debba andare quel bene e la tua volontà sia al di sopra di qualsiasi legge redatta dallo stato,a quanto pare cosi non è . Lo stato si erge ad arbitro e scavalca la legittima decisione di chi possedeva quel bene di diritto. Uno dei pilastri della democrazia è ché esiste la proprietà privata e la proprietà privata è tale perché esiste un privato che la possiede. Se è lo stato che ti dice come e a chi lasciare i tuoi beni viene a decadere il diritto alla proprietà privata e quindi alla democrazia. Sin da piccoli veniamo educati a risparmiare per accumulare e creare ricchezza per poterci distinguere nella società in cui viviamo, veniamo educati a dire casa mia , la mia macchina il mio orologio ,il mio conto in banca e cosi via giusto o sbagliato che sia non spetta a me commentare,ora io ho scoperto che i beni che possiedi non sono beni tuoi ma dello stato che dal momento che annulla una tua decisione contrapponendo delle sue regole si erge a vero proprietario di quel o quei beni da te duramente lavorati. Meditare gente chi pensa di accumulare ricchezza ha sulla sua testa una spada di Damocle grossa come una montagna che annulla di colpo una vita di lavoro per far posto al nulla assoluto.

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