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riforma del lavoro

Riforma del lavoro:”ennesimo attacco ai diritti dei lavoratori” Ormai sembra cosa fatta,la bozza del ddl riforma del lavoro approvata al senato ora in discussione alla camera per il 27 Giugno sarà deliberata. L’ennesimo scempio e impoverimenti dei diritti dei lavoratori,i quali ancora una volta subiscono le scelte calate e volute dall’alto dalle associazioni sindacali ,quest’ultime ormai strasformate sempre piu’ in agenzie fiscali con servizio a pagamento e palestre per futuri politici,infatti la dice lunga sui vari segretari nazionali/delegati sindacali che si son dati alla politica. “Un provvedimento sbagliato, nella sostanza, nel metodo e nei tempi, certamente non adeguato al raggiungimento degli scopi che dovrebbero ispirare ogni intervento legislativo in questo ambito: la riduzione della precarietà; l’universalità delle misure di sostegno al reddito in caso di perdita del posto di lavoro; il miglioramento delle condizioni di occupabilità . Nella sostanza “resta invariata la disciplina dei licenziamenti individuali, che continua ad essere critica visto che il nuovo articolo 18 non tutela compiutamente il lavoratore licenziato illegittimamente: in caso si dovesse appurare che i motivi economici alla base del licenziamento sono inesistenti, il lavoratore non ha diritto al reintegro. Né tantomeno è stato affrontato il nodo della durata degli ammortizzatori sociali alla luce della perdurante crisi economica e, quindi, occupazionale”. Per quanto riguarda i tempi, infine “la data del 1° gennaio 2013 come termine per l’entrata in vigore delle disposizioni contenute nel provvedimento è troppo ravvicinata: si corre seriamente il rischio di lasciare migliaia di lavoratrici e lavoratori, già colpiti dalla crisi, senza un sostegno economico”. “Questa riforma sembra orientata al solo rigore di bilancio piuttosto che alla definizione di vere strategie di rilancio economico e, quindi occupazionale. Di questo passo, il nostro Paese non acquisirà credibilità, né a livello internazionale né, soprattutto, agli occhi dei suoi stessi cittadini”. Sostenere poi ,come afferma il presidente del consiglio on.Monti la riforma e modifica all’art 18è necessaria per attirare investitori nel bel paese ,sostiene e afferma una “boiata”in quanto gli imprenditori stanno facendo le “valige” per l’eccessiva burocrazia e costo del lavoro ,altro che art.18 e statuto dei lavoratori e se poi chi siede nei “tavoli di concertazione” ha appeso al chiodo “la tuta blu’” da diverso tempo la frittata è fata. Noi tutti lavoratori dovremo applicare un contratto di solidarietà a questa classe politica offrendo loro una mensilità di 800 euro mensili ed applicare l’art 18 e licenziare per giusta causa questo governo tecnico che sta’ portando al fallimento del sistema Italia .Il conto del debito lo paghi chi lo ha generato ,ossia la classe politica .Faccio un appello ai politici veneti per la bocciatura di questa riforma ed eventualmente sia discussa e messa a votazione dai lavoratori espletando il diritto di democrazia partecipativa. Bragatto Gianluca Bragatto Gianluca Via str.caomozzo 11 30020 Caorle(ve) e-mail:gianlucabragatto@akfree.it

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