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Mi chiamo Mirco abito in provincia di Bergamo, lavoro 12 ore al giorno per portare avanti una piccola attività insieme a mio fratello. Il mio impegno sociale è quello di mantenere il posto di lavoro dei miei 7 dipendenti, il mio impegno personale è quello di garantire benessere alla mia famiglia. Oggi sto viaggiando per lavoro sulla autostrada A4 da Bergamo verso Verona, poi mi dirigo a sud sulla Brennero, guardo, osservo, rifletto. Mi chiedo cosa pensano le decine e decine di imprenditori che hanno creato, come noi, questa miriade di piccole medie imprese che vedo a perdita d’occhio e che ogni giorno servono il proprio paese per combattere questa subdola, voluta e sfuggita di mano guerra economica che ci attanaglia da tempo. Penso che, se potessi vedere ancora più lontano, vedrei una sterminata distesa di sacrifici compiuti giornalmente da parte di imprenditori e dipendenti che lavorano per convinzione e dedizione nella speranza, di chi crede, di fare di più per avere qualche cosa in più. Poi guardo ancora più lontano e vedo che il flusso di questi sforzi e sacrifici trova un muro invalicabile, molti provano ad arrampicarsi, alcuni arrivano in cima, alcuni vengono aiutati dall’alto a risalire, altri cadono. Il muro ha una scritta enorme che lo sovrasta: c’è scritto SISTEMA ITALIA. Ho descritto questa mia visione perché sono convinto che rappresenti la vera storia contemporanea di un’Italia che viaggia a due velocità, su due binari paralleli che a volte si avvicinano quasi a sfiorarsi a volte si allontanano ma mai per definizione del parallelismo si incontrano. Sono un cittadino che recepisce le informazioni dal circo mediatico che ci viene offerto pubblicamente e privatamente, recepisco e filtro ciò che ritengo giusto e che ritengo rispetti la realtà secondo la mia esperienza quotidiana e di vita. Rivolgo queste parole ad un interlocutore, che non saprei chi sia, perché troppi dovrebbero assumersi tutte le responsabilità dei problemi generati negli ultimi tre decenni. Rifletto per analizzare tutti questi problemi che giornalmente sentiamo e che ci toccano da vicino. Parto dal gradino più basso della società, la gente comune per poi arrivare a chi ci rappresenta nei banchi della politica Solo partendo dalla radice del problema si può capire come esso si crea. Ne deduco che la regola principe per evitare qualsiasi problema nella società è : “Il giusto e coerente comportamento del singolo determina il successo della società a cui esso appartiene”. Vedo troppa gente che vuole vivere al di sopra delle proprie possibilità, che si è fatta raggirare dal sistema economico consumistico e crede di poter fare tutto quello che vuole anche con risorse limitate. Ognuno deve calibrare le proprie spese in base alle proprie entrate. La casa è il bene fondamentale per ogni famiglia, però la casa deve essere o doveva essere acquistata in proporzione alle entrate che ogni famiglia ha, tenendo in considerazione il reale costo della vita ed il reale costo del mantenimento della casa stessa. Molti si sono fatti abbagliare da un sistema edilizio e creditizio drogato da una momentanea bolla speculativa che ha trascinato molte famiglie a non avere più le risorse per condurre una vita decorosa. In sostanza ci si accontenta di un appartamento modesto se le entrate sono limitate, la villetta a schiera o l’appartamento grande se lo permette chi ha di più e soprattutto chi si da da fare di più. Tutti ci sentiamo autorizzati a spendere in tante cose frivole, ma pochi seguono la strada del risparmio che è fondamentale per la solidità della famiglia. Si può rinunciare a qualche cosa e risparmiare un po’ di più. Il televisore si cambia quando si rompe, così come il cellulare, l’auto, i vestiti, tutti avremmo meno rate, e i prezzi al consumo sarebbero ancora più bassi. Non è più accettabile vedere file di persone ai video poker, che sperperano stipendi al gioco. Non meritano nulla se non la fine certa che le aspetta. E’ un continuo fiorire di attività on-line approfittano dell’ignoranza delle persone rovinandole. Chilometri di code per continue piccole vacanze chissà dove. Litri e litri di benzina sperperati per recarsi dove io non so. Rinunciare no ? Capisco lo stress della settimana del lavoro, ci passo anche io, ma mi accontento della gita fuori porta dove il mio tempo lo dedico alla mia famiglia e non ad innervosirmi nel traffico. Vado a camminare e con la bicicletta, costo zero, meno stress. In vacanza ci vado una volta all’anno per 15 giorni se riesco, altrimenti una settimana o dieci giorni. E allora ? Che problemi ci sono. Molti reclamano pensioni più alte, molti si lamentano che percepiscono la “minima”, ma chiunque di noi percepisce in base a quello che ha versato. Si possono dire tante cose negative dello Stato, ma per esperienza personale se ti deve 1 euro te lo rende, a volte con tempi lunghi, ma lo rende. Ognuno di noi ha una vita di lavoro e di contributi da versare e deve essere consapevole che se non versa non percepirà. Il sistema da parte sua deve agevolare e controllare le persone meno capaci di intuire questa obbligatorietà e stimolarle ad assicurarsi una vecchiaia decorosa. Ma ciò che più mi rattrista e che di “voglia di lavorare” se ne parla sempre di meno. Non parlo di posti di lavoro che vanno e vengono in base ai cicli economici, parlo dell’entusiasmo di lavorare. Cito l’art. 1 della nostra costituzione “ L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro…”. Il lavoro è fondamentale per ognuno di noi, ma la tendenza, il pensiero di molti degli ultimi periodi è “lavorare sempre di meno ed ottenere sempre di più”. Tutti pretendono posti di lavoro comodi, senza fare fatica e guadagnare bene. Non è forse un’utopia continuare a credere ciò ? e soprattutto continuare la ricerca di questo obiettivo ? Il lavoro è fatica e sudore, per alcuni fisica per alcuni mentale, ma lo stipendio bisogna guadagnarselo. Ci sono milioni di persone, dall’altra parte del mediterraneo, che ambiscono al nostro posto di lavoro, per avere un po’ del nostro benessere, e disposti a guadagnare meno: e noi cosa facciamo per difendere il nostro lavoro ? Tutti devono recarsi al lavoro a testa alta e con la grinta nelle dita qualunque lavoro sia. Ogni lavoro è dignitoso se fatto bene e con convinzione. Perché continuare a lamentarsi ? In questi periodi poi ? Pensate se domattina perdete il vostro posto di lavoro che fareste ? Con che coraggio si rientra a casa, si guarda i propri cari, sapendo di aver rubato lo stipendio perché si sono trovate mille scuse per schivare il proprio dovere. L’assenteismo, mille scuse per non restare sul proprio posto di lavoro oggi non sono più tollerabili, giorni di malattia inventati, indennità di invalidità percepite impropriamente etc. Difendete il posto di lavoro e concordate sempre con il datore di lavoro onesto, una soluzione si trova sempre a volte a vantaggio dell’uno a volte a vantaggio dell’altro. Pensate che i datori di lavoro non abbiano i loro grattacapi in questo periodo ? Per esperienza personale posso dire che oggi facciamo tutti fatica a tenere in piedi la “baracca”, ma si va avanti per noi, per le nostre famiglie, per i nostri dipendenti e per le loro famiglie. Lamentarsi è giusto e doveroso, se chi ci comanda nel lavoro e nella vita è disonesto e poco corretto. Serve la massima collaborazione in questo periodo tra datori di lavoro e dipendenti, nel pubblico e nel privato. Non servono tanti intermediari per sventolare tanti diritti e pochi doveri. Perchè poi si parla sempre diritti di qua e diritti di la … ma parlare di doveri ? Verranno tempi migliori dove si potrà osare chiedere di più, ma adesso no, non ci è concesso. Prima dobbiamo pagare gli errori di chi c’è stato prima di noi, e chi abbiamo lasciato governare anche e purtroppo per nostro voto popolare. Dobbiamo però farci sentire da chi sta sopra di noi, anzi meglio, cambiare chi sta sopra di noi, non sentono più le nostre voci ma solo le loro e le loro pretese. Adesso basta !! serve un ricambio totale di chi ci dirige e governa, solo così estirperemo alla radice questo cancro nel SITEMA ITALIA malato, che vuole riscattarsi, risollevarsi ma è soffocato da chi ci tiene la testa giù in apnea nel guado. Tutti noi abbiamo delle famiglie, dei figli a cui assicurare un minimo di futuro, ma loro signori pensano a loro. Questa non è la legge del più forte, questo è abuso di potere. La legge del più forte in natura c’è sempre stata ed è sempre valida anche nei giorni nostri, ma il più forte è il capo branco, che però provvede al benessere del branco, quando il capo branco non è più in grado lascia il posto ad un altro e non si arrocca in posizioni testarde, ridicole e umilianti, altrimenti il branco viene sopraffatto da altri. La famiglia è il fulcro fondamentale per la buona riuscita della società. Un uomo una donna che generano e crescono i figli con tutti i problemi che si creano durante il cammino. Si cerca di stare uniti, e vivere e cercare assiduamente la giusta armonia, lasciando fuori dalla porta di casa le miriadi di problemi che ogni giorno ci attanagliano. Non esiste altro tipo di famiglia se non questa. Mi fanno sorridere coloro che pretendono di affidare dei figli a coppie di diversa natura. Impariamo a seguire la natura. La natura dice che le coppie pari sesso non possono generare figli. Perché continuare ad insistere a farci credere che potrebbe essere diversamente: solo perché l’Uomo ha scoperto il modo di far procreare senza metodi naturali ? Chi siamo noi per metterci contro le leggi della natura? Qualunque legge sia. Nel nostro DNA c’è scritto nascere, crescere, riprodursi, vivere e morire. La nostra intelligenza, che la natura ci ha concesso, può aiutarci a passare nel migliore dei modi da uno step all’altro della nostra vita, con nuove ed inimmaginabili scoperte che verranno, ma mai stravolgere le leggi della natura, sarebbe rovinoso per tutti noi. La società deve necessariamente riscoprire le cose semplici, fermarsi un attimo e riflettere, rallentare. Tutti vogliamo sempre di più, ma chi ha detto che per vivere bene deve essere così ? Chi ce lo ha insegnato ? Fondamentalmente ci rifugiamo tutti nelle cose più semplici quando enormi problemi ci sovrastano. Cosa vuol dire ? Ognuno tragga le proprie conclusioni. Ora mi rivolgo in particolare a chi ci governa ai nostri capi o “capi branco” che dovrebbero vigilare ed aiutarci a condurre le nostre vite e famiglie in un futuro quantomeno con qualche certezza.. C’è stato un tempo dove i nostri genitori uscivano da due guerre mondiali, la politica repubblicana iniziava il suo cammino nel 1948, molto probabilmente era intenzionalmente valida, perché il nostro paese aveva bisogno di tutto e aveva da rifare tutto. Il miracolo avvenne con gli aiuti del piano Marshall che diedero ossigeno per rianimare tutto. Chi aveva buona volontà iniziava un’impresa e fece fortuna, chi lavorava come dipendente riuscì a costruirsi una casa ed a garantire alla sua famiglia benessere e vita agiata. Tutto ciò per 40 anni fino agli anni 80 dove, secondo il mio parere, iniziava il vero declino dell’Italia. Il benessere era dilagato, la politica continuava a riproporre i soliti soggetti ed aumentava di volume (in senso stretto del termine), chi sedeva al potere capì che quella seggiola poteva garantire molti più vantaggi se non quelli dell’onorevole o del senatore. Primo grave errore del sistema: il ricambio politico dei protagonisti Le grandi lobbie economiche avevano capito già da tempo, che per avere maggiore potere, dovevano agganciare il mondo della politica, e l’unico sistema era quello di garantirsi un posto in Parlamento e Senato sostenendo sempre le stesse persone che più venivano coinvolte più non potevano tirarsi indietro nel sostenere chi li sosteneva. Il tempo trascorreva lento ed il buco iniziava a formarsi. Un turbine di soldi, sangue, potere era come se continuava ad alimentare sempre di più questa anomalia. Anomalia che colpiva comunque tutto il mondo, ma che ha portato l’Italia ad essere tra le prime dieci potenze industriali del mondo ma solo grazie agli Italiani veri e volenterosi. Ma la cosa che mi ha sempre dato più da pensare è l’Italia divisa in due. Non voglio entrare in dettagli politici di parte, ma solamente constatare i fatti. Se dovessi continuare il mio viaggio iniziale mentre scendo verso sud il panorama cambia, non vedo più fabbriche, non vedo più traffico, non vedo più ciminiere fumare, vedo solo distese di terre incolte, di gente che sopravvive alla giornata, di furbi malavitosi che approfittano della situazione, di non fare e solo approfittare. Solo qualche area che cerca di risollevarsi, e ce la fa, e crea dei poli produttivi d’eccellenza. Una domanda curiosa che mi sono sempre posto è: perché una parte dell’Italia si è risollevata e l’alta parte è affossata ? Spero che se qualche d’uno di esperto che volesse darmi una risposta non sia così banale da rispondermi la “mafia”. C’è qualche cosa di più profondo che ha portato a questa situazione, la mafia o le mafie sono solo state una conseguenza di qualche cosa d’altro. La mafia ha preso potere perché la politica lo ha permesso. Ormai è noto, sempre grazie al mancato ricambio politico, troppo potere acquisito nel lungo periodo. Se si voleva debellare lo si poteva fare, pugno di ferro e avanti, invece no, c’era qualcuno in cima al muro SISTEMA ITALIA che ha aiutato certi soggetti a risalire e scavalcare dall’altra parte. Come abbiamo potuto pensare di risollevare il sud esportando il sistema nord. Con il senno di poi ritengo sia impensabile rifare e perpetrare questo modello. Il sud Italia per caratteristiche climatiche, sociologiche di conformazione del territorio, non è adatto al sistema industriale del Nord. Il Nord ha i propri problemi che per buona parte coincidono con quelli del Sud, ma per lo meno le cose funzionano abbastanza bene: i servizi fondamentali ci sono, possono migliorare ma difficilmente si muore per un infezione presa in ospedale per sporcizia. Il sud dovrebbe concentrare i propri sforzi in tre settori Agricoltura Turismo ed Energia. Continuare i poli produttivi d’eccellenza che già esistono ed incentivarli, ma evitare di cercare di crearne di nuovi perché per ogni cento tentativi forse ne va uno a buon fine. Non abbiamo più le possibilità e le risorse per permetterci un gioco di questo genere. Agricoltura: il sud Italia per tradizione ha le caratteristiche climatiche morfologiche adatte per produrre per tutto il resto d’Italia e per il mondo. Il nord riceve dal sud prodotti agricoli e rimanda le altre merci necessarie al sud. Semplice lineare e funzionale. Nel frattempo il Nord compensa con l’agricoltura della pianura padana ricca e fertile. Il nord è strettamente legato al resto dell’Europa anche per la vicinanza, i costi di trasporto sono abbastanza limitati, se mandiamo le materie prime per essere trasformate al sud e rimandate poi al nord i prodotti finali costano in media il 10% in più solo per i trasporti, e poi non esiste quel tessuto industriale che favorisce il flusso produttivo eliminando tempi morti e quindi prezzi competitivi. Turismo: tutte le regioni del centro sud (esclusa l’Umbria) si affacciamo sul mare. Una potenzialità enorme. All’interno le regioni comunque beneficiano di un clima mediterraneo, dell’arte e della cultura dei Romani e degli Etruschi degli antichi Greci che favoriscono sicuramente il fiorire di attività turistiche di ogni specie. Penso che il centro sud dovrebbe essere per l’Europa Occidentale un po’ come la Crimea lo è per la Russia. Trasformazione del Petrolio ed energia: molti oleodotti e gasdotti arrivano nel sud Italia, si trasforma e si manda al Nord, il sole il vento non mancano quindi energie alternative in abbondanza a buon mercato. Tre punti credo fondamentali, molto semplificati nell’esposizione, ma credo basilari per il rilancio del sud, eliminando definitivamente gli sprechi e le mangerie che hanno caratterizzato fino ad oggi questa parte della nazione. Mi riaggancio quindi al mondo della politica che ha portato al declino il nostro sistema. Il ricambio politico è basilare per evitare la collusione con il resto del mondo economico. 200 fra Parlamentari e Senatori sono più che sufficienti. Vedi il resto delle camere negli stati membri della CEE. Il Politico deve essere laureato, deve aver lavorato in qualsivoglia settore, e quando entra nelle istituzioni deve essere controllato patrimonialmente inclusi i familiari di 3° grado e deve essere ricontrollato quando esce dalle istituzioni e comunque controllato periodicamente. Il Politico che ci rappresenta nel mondo deve essere culturalmente preparato, deve sapere parlare l’inglese che è la lingua internazionale per eccellenza. Il Politico deve essere da tramite tra le istituzioni e la vita reale. Capire, ascoltare, proporre, e non “sedersi” sui banchi della politica e sonnecchiare. Assurdo vedere gente che si addormenta in Parlamento e Senato. VERGOGNA !!. Questi signori hanno fatto troppi guai all’Italia, adesso ne stiamo pagando le conseguenze tutti. Finanziamenti a pioggia ai partiti, milioni e milioni di euro per finanziare chi e che cosa non si è ancora capito o per lo meno lo abbiamo intuito, bella vita, auto blu e poi ? Poi qualche d’uno ha il coraggio di dire che se non ricevono i finanziamenti poi le lobbie economiche con i loro finanziamenti sostenendo i partiti comanderebbero loro ! Ma non è già così ? L’attuale Governo, sta cercando di sistemare i conti dell’Italia, ma la cosa ridicola è che si sentono interviste dei nostri vecchi e soliti politici, che attaccano il Governo che sta cercando di risolvere i problemi da loro generati. Ma come osano !! Giù la testa e collaborare. Anche a me da fastidio pagare l’IMU così pesante, le tasse così deprimenti , ma so che devo farlo, ma spero che sia l’ultima volta che non ci verrà richiesto un nuovo sacrificio, oltre sarebbe la ribellione popolare. Bisogna fare attenzione a non andare oltre. Io lo faccio per i miei figli, spero di lasciare a loro qualche cosa di buono, ma anche io non mi faccio mettere i piedi in testa e se dovrò dire basta a tutte queste pressioni lo farò insieme a tanti altri che la pensano come me. Di recente il terremoto dell’Emilia: plauso alle popolazioni che con dignità e buona volontà stanno cercando di reagire. Non ho sentito un politico che ha detto pubblicamente che prelevava dalle casse dei partiti qualche milione da restituire al Governo per le prime spese imminenti e necessarie al benessere delle persone disagiate. Dove sono tutti questi soldi. Quando è scoppiato il caso Lusi della Margherita o della famiglia Bossi della Lega si è sentito parlare di prelevamenti illeciti di milioni e milioni, ma come è possibile che i partiti (anche non più esistenti) abbiano nelle casse tutti questi soldi !! Ma come si fa ad accettare un sistema così!! Si vergognino coloro i quali osano solamente per un momento dimenticare perché sono lì seduti a dibattere. Credo che sia venuto il momento di proporre un soggetto politico nuovo che riassuma quanto detto di buono prima. Un soggetto che, quando siederà in quei banchi, quasi si senta spaesato perché si pone una domanda: “Adesso da dove cominciamo a sistemare le cose ?” e non da una affermazione “da oggi sono a posto”. D’altro canto l’attuale governo Monti ha dimostrato che si può governare anche senza la politica. Quando una decisione va presa, si va avanti, e se non si è collusi con le lobbie che spingono dietro per cambiare questo o quello, la decisione anche se dolorosa si prende. Si vergognino gli evasori, che insieme alla corruzione sono la seconda se non pari causa del malessere Italiano. L’evasione va combattuta a pugno chiuso senza se senza ma. Chi evade è un criminale che fa del male al suo vicino che è tassato alla fonte. L’evasore deve essere punibile penalmente a partire anche da cifre medio basse. Chi evade sa di farlo e si assume i propri rischi. L’evasore deve essere spogliato di tutti i suoi beni, lasciato solo del minimo indispensabile per una vita dignitosa. I suoi beni serviranno a saldare il suo debito, se avanza qualche cosa gli verrà reso. Se va in carcere ed è sovraffollato pazienza comunque lo sapeva che rischiava. Il sistema giustizia insieme all’apparato statale deve essere ripulito dalle mele marce che non rientrano in quella categoria di persone che seguono la regola “il comportamento del singolo determina il successo della collettività”. Tutti devono fare il proprio dovere fino in fondo, alla sera si deve arrivare a casa stanchi ma contenti di aver lavorato bene, soprattutto se si ricopre un ruolo di responsabilità come quello di decidere il futuro di una persona. Noi non siamo secondi a nessuno anzi probabilmente, come è impostato il nostro sistema economico di piccole e medie imprese, potremmo essere molto avanti a chi si vanta di essere leader. Serve uno scatto d’orgoglio, pagare i nostri debiti purtroppo creati di chi abbiamo lasciato fare per nostro conto, e ripartire sapendo di non commettere più certi errori, ne faremo altri sicuramente, ma correggeremo anche quelli se tutti facciamo il nostro dovere fino in fondo e bene. Molte aziende in Italia stanno soffrendo, insieme a loro le persone che le hanno create, servono aiuti concreti riassunti, secondo il mio parere, nei seguenti punti: - lasciare in busta paga ai dipendenti maggior stipendio netto e diminuire il prelievo alla fonte. E’ impensabile aumentare per le aziende ulteriormente il costo del lavoro. Il dipendente lavora meglio perché maggiormente soddisfatto economicamente - contributi reali e certificati per le aziende corrette nei pagamenti di contributi e tasse. Il contributo per investimenti di ogni genere deve essere certificato da chi di dovere ed erogato prima del pagamento degli investimenti. Molti contributi vanno persi perché le aziende non hanno la forza di anticipare la spesa totale dell’investimento. Strettissimo controllo e rigore per chi riceve contributi. - Pagamenti per scambi commerciali interni ed esteri che non superino i 60 giorni dalla consegna di beni e servizi. Questo attualmente è uno dei problemi, se non il maggiore, per molte realtà aziendali, ma nessuno ne parla veramente. Le banche devono sostenere questa idea. Loro stesse gioverebbero della situazione, avrebbero molti meno dipendenti che a fine mese stanno al telefono a rincorrere clienti che non riscuotono dai propri clienti e che sforano dai fidi concessi. - Se un’azienda ha un momento di difficoltà, ma si è sempre dimostrata capace a livello imprenditoriale, deve essere aiutata, i furbi ed i cattivi pagatori devono essere esclusi dal sistema. - Non è accettabile che in Italia un imprenditore dichiara fallimento ed il giorno dopo riapre attività nella porta accanto. - Tassi d’interesse accettabili. Oggi abbiamo tassi di riferimento bassissimi (euribor) e spread bancari a livello inaccettabili. - Tassazione adeguata per lasciare alle aziende liquidità necessaria alla sopravvivenza. Oggi molte aziende devono accendere mutui liquidità per pagare le tasse. Siamo arrivati al limite. Adesso basta, possiamo farcela ma giù la testa tutti e avanti tutta. Con stima per l’Italia Mirco

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