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BONJOUR TRISTESSE!

Egregio Direttore, quando pensa al pianto delle vedove di quei valorosi che si fecero sbudellare dai tank sovietici nel 1956 in Ungheria e al pianto del grande scrittore Aleksandr Isaevic Solzenicyn che nel 1953 iniziò il suo esilio nello sperduto villaggio di Kok Terek, nella steppa del Kazakistan, abbandonato dalla moglie e da tutti gli amici di un tempo, e poi pensa al pianto di Giorgio Napolitano mentre assiste alla partita Italia-Spagna, che all'epoca dei fatti suddetti era un alto dirigente del Partito Comunista Italiano e filo-sovietico fino al midollo, e poi pensa che in occasione del cinquantenario dell'invasione ungherese il presidente di tutti gli italiani meno uno non versò una lacrima, e poi pensa... non le viene un po' di tristezza? A ME VIENE ANCHE DI CACARMI ADDOSSO! La saluto Celoria Gino

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