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ITALO GABRIELLI - ISTRIA FIUME DALMAZIA - DIRITTI NEGATI - GENOCIDIO PROGRAMMATO

“ISTRIA FIUME DALMAZIA: DIRITTI NEGATI - GENOCIDIO PROGRAMMATO” Successo per la presentazione a Milano dell’opera storico-giuridica di Italo Gabrielli Questo libro di Italo Gabrielli, recentemente uscito a Trieste, dopo la vernice presso la Libreria Svevo e le ottime presentazioni di Roma (Senato della Repubblica) e Firenze (Regione Toscana), è stato oggetto di un’ulteriore iniziativa tenutasi a Milano il 22 giugno, nella prestigiosa Sede del Grattacielo Pirelli. La conferenza, presieduta dall’Assessore alla Cultura della Regione Lombardia, Valentina Aprea, e moderata dal Consigliere Enrico Marcora, presente l’Autore, ha visto gli interventi di Romano Cramer, Segretario del Movimento Nazionale Istria Fiume Dalmazia, Piero Tarticchio, Livio Caputo e Carlo Montani, che hanno intrattenuto un attento e folto pubblico sui caratteri essenziali dell’opera di Gabrielli: a suo modo, una novità assoluta, che percorre gli ultimi due secoli di storia giuliana e dalmata in parallelo con la costante negazione dei diritti, a cominciare da quelli statuiti nelle grandi Dichiarazioni. Ne è scaturito un vero e proprio genocidio, testimoniato dalle 16.500 Vittime di cui alla puntuale ricostruzione di Luigi Papo, e dal grande Esodo dei 350 mila: ciò, alla luce della definizione che, circa 70 anni orsono, venne data del delitto in parola da parte del giurista polacco Raphael Lemkin. Dopo oltre mezzo secolo di assordante silenzio da parte dell’Italia ufficiale, la Legge 30 marzo 2004 n. 92, istituendo il “Giorno del Ricordo” (10 febbraio) voluto dal Parlamento von voto praticamente unanime, ha creato il presupposto di un’informazione meno episodica. Tuttavia, come sostiene Gabrielli, bisogna evitare il pericolo che quel provvedimento finisca per diventare una “pietra tombale” su tante legittime attese del mondo esule. Il Ricordo, come è stato detto a Milano, deve essere integrato da atti sia pure tardivi di giustizia: fra i tanti, la tutela delle tombe italiane nei 300 cimiteri di Istria e Dalmazia; il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di anagrafe, come previsto dalla Legge Pazzaglia – Camber; la revoca delle cosiddette pensioni agli infoibatori, che oltre tutto comportano una discriminazione incostituzionale come la reversibilità piena. Oltre tutto si tratta di misure “attuali” perché non avrebbero alcun apprezzabile aggravio per la finanza pubblica (anzi, nell’ultimo caso darebbero luogo ad un risparmio). In un’ottica equitativa di più ampio impatto, è stato auspicato che il Governo italiano si faccia promotore di azioni rivolte a restituire i beni espropriati prima della data di vigenza del trattato di pace (15 settembre 1947), e denunciare gli Accordi di Osimo (1975) e di Roma (1983). Il tutto, nel quadro di una strategia politico-istituzionale a tutto campo, finalizzata a cassare le ricorrenti violazioni della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e successive integrazioni a livello europeo. (l.b.)

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