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intercettazioni

Discussione sulle intercettazioni : quasi ogni giorno leggo interminabili discussioni sull’anomalia tutta italiana delle intercettazioni da parte della magistratura inquirente e della relativa pubblicazione delle stesse da parte della stampa di riferimento. Fermo restando che ormai non esiste più nessuna inchiesta senza una bella serie di intercettazioni, specie da quando le indagini non le fa più la polizia giudiziaria con la sua pluriennale esperienza e tante suole di scarpe consumate, ma è passata alla magistratura,che in genere le scarpe le mantiene lucide e l’augusto deretano incollato alla poltrona, ormai non è più procrastinabile una decisione seria da parte del Parlamento sull’utilizzodelle intercettazioni e delle relative spese a causa delle quali stiamo rischiando una sanzione anche dalla Europa. E’ ovvio che ormai si registrano fortissime resistenze da parte di quella parte di pubblici ministeri che non possono più fare a meno di tali metodi di indagine per il solo motivo che non ne hanno mai imparato nessun altro, quindi , anche per colpa di un Parlamento che ha paura di decidere e fa la figura di un re travicello in balia di troppe correnti , si resta in una posizione di stallo . A questo proposito a me è venuta una idea di come si potrebbe uscirne cercando di salvare un po’ tutti gli attori di questo braccio di ferro. Si faccia una legge per la quale i pubblici ministeri possano effettuare tutte le intercettazioni che ritengano utili alle indagini ,e la stampa possa pubblicare tutto ciò di cui viene in possesso, anche con metodi riservati e magari discutibili, ovviamente penalmente leciti, ma una volta che le risultanze delle intercettazioni siano pubblicate, anche solo come notizia non tra virgolette, le stesse non potranno più essere usate in tribunale e verranno bruciate per sempre dall’iter giudiziario. Ormai, diventate notizie conosciute da tutti, non potranno più assurgere al ruolo di prove , ma resteranno solamente notizie di stampa . In questo modo si obbligheranno coloro che firmano l’autorizzazione ad una intercettazione ad essere responsabili della loro segretezza, visto che l’utilizzo originario era destinato esclusivamente alla ricerca di eventuali prove, e quindi automaticamente tutto ciò che uscisse dal segreto delle procure diventerebbe esclusivamente fatto di cronaca .o, ancora peggio, di gossip. Perciò, se queste prove fossero servite veramente in tribunale ,e per una disattenzione fossero andate a finire sui giornali, quindi inficiandone l’utilizzo, qualcuno ne dovrebbe rispondere , magari in solido con la restituzione delle spese sostenute per la loro acquisizione. In questo modo si salverebbe la capra della libertà di stampa e i cavoli della possibilità di intercettazione da parte dei pubblici ministeri,oltre alla incapacità di decidere del nostro Parlamento. Credo che si assisterebbe ad un calo improvviso di fughe di notizie con un decremento sensibile di intercettazioni “ad stampam” con un notevolissimo risparmio di quattrini da parte del Ministero della Giustizia ; l’unica controindicazione sarebbe che molti giornalisti dovrebbero cancellare il cellulare di molti amici in procura ed andare a procurarsi le notizie come si faceva una volta, e, soprattutto, molti pubblici ministeri si dedicherebbero ad inchieste vere,che andrebbero a finire sui giornali solamente dopo la trattazione in tribunale, al servizio solamente della giustizia, e non di politica, ideologie o motivi più o meno personali. Non pretendo che questa mia idea non abbia delle cose da limare o da eccepire da parte di chi è un esperto di cose giuridiche: è un’idea all’ingrosso, ci saranno certamente delle cose che non ho preso in considerazione, da uomo della strada non esperto, ma credo che possa essere un buon punto di partenza. Distinti saluti Nino Pusceddu 3397179592 E mail : ninopusceddu@libero.it

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