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Basta col Femminismo!

Italia, 26 Giugno 2012 ALL'ATTENZIONE DELLA REDAZIONE Egregi Signori. Il Femminismo ha avvelenato la nostra società. Una parte rilevante della Nazione non ha più diritti essenziali: se sei un padre qualunque, ad esempio, non hai più alcun diritto ad avere i tuoi figli, una tua casa, una vita affettiva e lavorativa. Discriminazione, divorzio, plagio, conflitto, suicidio. Sono parole all’ordine del giorno nell’epoca del femminismo. Il femminismo (culturalmente propaggine del matriarcato) si è imposto come ideologia dominante ed ha spazzato via la nostra storia e la nostra migliore cultura, distrutto valori fondanti come pace, famiglia, uguaglianza civile. Molte persone oggi obbediscono al femminismo senza rendersene conto. Il motivo è semplice. E’ stata l’unica cosa che hanno insegnato loro. Non c’è stata dunque una vera possibilità di scelta: gli uomini in gran parte ne sono plagiati, le donne invece ne hanno più che altro interesse (tolta metà della popolazione le fette della “torta da spartire” saranno più grandi). Ecco il succo del femminismo: frammentazione, mancanza di senso, brama di potere, scalata sociale ai privilegi dell'uno sull'altro. Ne scrive HOWARD SCHWARTZ (filosofo e professore alla Oakland University): “ Non ho dubbi che prima o poi la distorsione della verità compiuta dalle femministe radicali verrà vista come il più grande crimine intellettuale della seconda metà del XX secolo. Oggi viviamo sotto il predominio di questo crimine, e segnalarlo è un atto di grande coraggio morale. ” Il femminismo è una delle grandi piaghe sociali oggi esistenti. Mente. Divide. Coltiva odio. C’è già chi lo chiama Nazi-Femminismo (sociologi, gente comune, T.Timperi di recente sulla Rai). L’uomo si deve risvegliare, uscire dal guscio di questa ideologia che intorpidisce e istupidisce, negando la possibilità di una vita piena e felice, una vita sana, generosa verso gli altri, degna di una umanità che senza più odio e menzogne può tornare ad essere autentica e splendida. In fede. Antonio autorizzo la pubblicazione della lettera

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