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Programma governativo di politica economica per l'Onle Berlusconi

Preg.mo Doyy. Belpietro, sono Emidio Mariani, economista e dottore commercialista abruzzese, mi permetto di disturbarla per la grande stima che ho di lei, poichè ho inviato una mail all'on.le Berlusconi, contenente indicazioni su un programma di politica economica da me elaborato nel corso della scrittura di un libro. A mio avviso il programma potrebbe consentire di attraversare con successo l'attuale fase di congiuntura negativa ed essere un fantastico trampolino per le prossime elezioni, consentendo di ampliare notevolmente la potenziale base elettorale e, naturalmente anche quella dei voti. Mi permetto di inviare anche a lei il file, non essendo certo che quello inviato al Presidente gli pervenga. Il programma prevede un salario di formazione e/o apprendistato per TUTTI I DISOCCUPATI, la riduzione delle imposte dirette sulle IMPRESE E SUL LAVORO, un graduale incremento delle pensioni minime. Il Programma è immediatamente fattibile ( 100 giorni ) e sostenibile nel lungo temine. Con una efficiente diffusione ed un patto chiaro di impegno dinanzi al paese ed all'elettorato, esso potrebbe consentire ad una coalizione coesa intorno ad esso il raggiungimento anche del 51%. Il programma è compatibile con le leggi di formazione del bilancio dello stato e con le direttive UE. La pregherei gentilmente di inoltraglielo in indirizzo di certa ricezione, altresì di prenderne visione e le sarei grato se ritenesse di fissare un contatto. Nell'occasione la ringrazio sentitamente ed invio i migliori saluti. Le sarei ulteriormente grato se, anche in caso di non interesse me ne desse notizia. Emidio Mariani emidio.mariani@odc.pescara.it ; Tel. Fax 085 4483381 - 3387254332 - www.studioemidiomariani.com Caro Presidente Silvio Berlusconi, sono Emidio Mariani, economista, dottore commercialista esperto sia per il settore privatistico- aziendale quanto per il settore pubblicistico-amministrativo, da sempre suo ammiratore ed elettore ed anche tifoso milanista. Mi conoscono, anche se non li ho ancora informati di questa iniziativa, il senatore Andrea Pastore, l’avvocato Nazario Pagano e tanti altri che lei conosce. Da vari anni, avevo intenzione di scrivere un libro di politica economica, particolarmente incentrato sulla elaborazione di una manovra finanziaria che potesse generare sviluppo dell’economia e dell’occupazione nel nostro Paese, e nel contempo avere piena compatibilità con gli equilibri di bilancio. Tra gli argomenti trovano posto la politica economica e l’assetto finanziario e bancario della UE, di certo al momento frenanti e dannosi, ed infine l’argomento euro, anzi meglio LIRA. Si, perché ha ragione lei, i membri UE aderenti all’euro hanno rinunciato ad una leva di politica economica, costituita dalla propria moneta, in cambio di nulla: è come acquistare una macchina senza il freno e l’acceleratore, in salita va più lenta ed in discesa più veloce, ma non lo decide il guidatore. La cronica mancanza di tempo, fisiologica con il mio lavoro, oltre alla convinzione che poichè quanto avrei voluto proporre era talmente scontato che prima che io avessi finito di scrivere il libro il ministro Tremonti avrebbe già applicato le medesime misure, mi fecero accantonare il progetto. Al contrario, Tremonti, che a mio avviso è prevalentemente un tributarista ma non anche un aziendalista, ha trascurato i provvedimenti volti allo sviluppo in favore di quelli strettamente fiscali. Monti si vanta della lotta all’evasione da parte del suo governo ma tutte la normativa e premesse erano state introdotte da Tremonti. Entrambi hanno dimostrato di non avere dimestichezza con l’economia aziendale, unico e vero fattore di sviluppo reale. All’annuncio della nomina del governo dei grandi professoroni-tecnici, di nuovo rimandai la scrittura del mio libro, certo che emeriti ed arcinoti avrebbero elaborato e prontamente attuato un valido programma di politica economica, di risanamento e di crescita, con riguardo anche a principi di equità, socialità e sostegno delle classi più deboli. La necessità di una manovra impostata sulla crescita mi appariva scontata, in quanto l’evidenza dei fatti economici che andavano e vanno ancora accadendo nel pianeta e l’impatto della globalizzazione, sinora selvaggia, non potevano che suggerire manovre realistiche, sensate, fattibili, fondate su misure di riduzione della spesa, di incentivazione per le imprese e di riduzione del carico fiscale, anche se il problema è sempre quello delle risorse. Purtroppo, come ben sappiamo, non è stato così, la montagna ha partorito il topolino: i grandi professori hanno sinora fatto approvare manovre fondate solo sulle entrate, OLTRETUTTO INIQUE, INOPPORTUNE E DI CARATTERE PROFONDAMENTE RECESSIVO. Non voglio rubarle molto tempo e quindi sintetizzo il mio messaggio, pregandola di leggerlo interamente. 1) Le manovre economiche del governo Monti, sinora fondate sull’incremento delle entrate, gravanti prevalentemente sui redditi bassi e medi, consentiranno, SOLO PER UN BREVE PERIODO, un modestissimo riequilibrio dei conti pubblici ma nessuno sviluppo, né dell’economia né dell’occupazione. Le medesime, seppure in presenza delle altre manovre definite di crescita e di sviluppo, sono RECESSIVE e deprimeranno ulteriormente sviluppo ed occupazione. La modifica dell’articolo 18 e delle leggi sul lavoro, così come introdotte sono peggiorative per l’entrata e confusionarie per l’uscita dal lavoro; per non parlare della questione esodati che sta provocando solo disagio sociale. L’insieme delle manovre non creerà alcun posto di lavoro né alcun incremento del PIL. 2) L’Europa, per volontà della Germania, da cui è dominata e guidata, non potrà cambiare la propria struttura politica, né quella monetaria e bancaria. La posizione e gli interessi della Germania non le faranno mai accettare una vera unione politica e finanziaria. 3) Anche se le manovre del governo fossero state, almeno in linea teorica, più adeguate a creare crescita, NON VI SAREBBE STATA UGUALMENTE CRESCITA. La crescita e lo sviluppo, da molti sbandierati ed invocati, sono nel breve periodo irraggiungibili per le seguenti ragioni: IL VOLUME DELL’EXPORT MONDIALE E’ DI CIRCA 15.000 MILIARDI ANNUI; ESSO E’ PER OLTRE IL 50% DI COMPETENZA DEI PAESI EMERGENTI ED IN VIA DI SVILUPPO, CON QUOTE DESTINATE ANCORA A CRESCERE, A DISCAPITO DEI PAESI TRADIZIONALMENTE INDUSTRIALIZZATI ED IN PARTICOLARE DELL’EUROPA, INGESSATA DA POLITICHE ECONOMICHE MONETARIE E RECESSIVE. NELL’EUROPA FA ECCEZIONE LA SOLA GERMANIA CHE TRADIZIONALMENTE HA IL MERCATO DELL’ALTA QUALITA’, DESTINATO AI RICCHI DEL MONDO, CHE TENDONO A CRESCERE, E MENO SOGGETTO ALLE CRISI E CONGIUNTURE NEGATIVE. LE NICCHIE DI MERCATO DELLA GERMANIA SONO ORMAI INESPUGNABILI PER LE ALTRE NAZIONI EUROPEE, DATA L’IMMAGINE DEI LORO PRODOTTI, IL KNOW-HOW CONSOLIDATO E GLI INVESTIMENTI IMPROPONIBILI CHE SAREBBERO NECESSARI PER AGGREDIRE LE LORO QUOTE DI EXPORT. LA GERMANIA, INOLTRE, SI AVVALE DI UNA MONETA PIU’ DEBOLE DEL MARCO, CHE QUINDI AVVANTAGGIA LE SUE ESPORTAZIONI, ED HA TUTTO L’INTERESSE A MANTENERE SOLVIBILI I SUOI CLIENTI MAGGIORI ( I PAESI MEMBRI DELLA UE ) CON POLITICHE ECONOMICHE MONETARISTE E DI AUSTERITA’, CHE CONSENTONO LORO DI PAGARE LE FORNITURE TEDESCHE MA NON DI DIVENIRE CONCORRENTI TEMIBILI ( COME LO ERAVAMO NOI QUANDO AVEVAMO LA LIRETTA ED ORA DOBBIAMO VENDERGLI ANCHE LA DUCATI E …FRA NON MOLTO ANCHE LA FERRARI … E POI SAREMO PROPRIO FINITI) . L’ITALIA CON LA LIRA POTREBBE SICURAMENTE ERODERE IL 50% DELLE ESPORTAZIONI TEDESCHE. L’EXPORT ITALIANO RAPPRESENTAVA CIRCA IL 4% DELL’EXPORT MONDIALE, PARI QUINDI A CIRCA 600 MILIARDI DI EURO ( CIRCA IL 40% DEL PIL ITALIANO ); ESSO SI E’ RIDOTTO A CIRCA IL 3%, CON UNA PERDITA DELL’1%, PARI A 150 MILIARDI DI EURO, CORRISPONDENTI CIRCA AD UNA PERDITA DELL’1% DEL PIL. INOLTRE, LA RIDUZIONE DEI CONSUMI INTERNI E LA MAGGIORE COMPETITIVITA’ DEI PRODOTTI DEI PAESI EMERGENTI HANNO RIDOTTO LA QUOTA ITALIANA NEL MERCATO INTERNO. TALI FENOMENI SONO NEL MEDIO TERMINE INARRESTABILI: SOLO NEL MEDIO E LUNGO TERMINE, CON UNA POLITICA ECONOMICA INCENTRATA SU INNOVAZIONE, RICERCA, MARKETING TERRITORIALE E TURISTICO, IMMEDIATO COINVOLGIMENTO DI TUTTI I GIOVANI NEL MONDO DEL LAVORO, DELL’APPRENDISTATO E DELLA FORMAZIONE CONTINUA, NUOVE STRATEGIE DI POLITICA INDUSTRIALE, SI POTRA’ NEL MEDIO TERMINE INVERTIRE LA TENDENZA E PENSARE AD UNA POSSIBILE CRESCITA DEL PIL E DELL’OCCUPAZIONE. MA NON BASTERA’ NEPPURE: SI DOVRANNO ANCHE RIDURRE LE IMPOSTE SUL LAVORO E SULLE IMPRESE ED ADOTTARE IL FEDERALISMO REGIONALE, EFFICIENTE E SOLIDALE. 4) MA INTANTO, PER ALMENO 3-5 ANNI NECESSARI PER L’INVERSIONE DEL TREND NEGATIVO, COME SI FARA’ PER I GIOVANI, I DISOCCUPATI ED I PENSIONATI MINIMALI ? SI RIUSCIRA’ A MANTENERE LA PACE SOCIALE ? E SE GRILLO RAGGIUNGESSE IL 30% OD OLTRE, POI COSA SUCCEDERA’ IN ITALIA ? C’E’ IL RISCHIO DI ANDARE VERAMENTE ALLA DERIVA, OLTRE LA GRECIA. ANCORA, NON E’ IMPROBABILE CHE TRA POCHI ANNI IL LIVELLO DELLE PRODUZIONI MONDIALI SUPERI IL LIVELLO DI COMPATIBILITA’ ECOLOGICA DEL PIANETA E CIO’ RENDEREBBE NECESSARIO IL CONTINGENTAMENTO PRODUTTIVO ED IMPEDIREBBE LA CRESCITA DELL’ECONOMIA. 5) APPARE EVIDENTE CHE E’ NECESSARIO ATTIVARE BEN ALTRE MANOVRE DI POLITICA ECONOMICA CHE TENGANO CONTO DEL LAVORO E DELL’ECONOMIA REALE, DEI DIRITTI NATURALI DELLE PERSONE. Per tali motivi, credo irrinunciabili a pena del disordine sociale e della fine della società civile e solidale, ho elaborato un programma di politica economica che è COMPATIBILE CON IL BILANCIO DELLO STATO, FATTIBILE E SOSTENIBILE NEL MEDIO E LUNGO PERIODO, REALIZZABILE PER IL 50% NELL’ARCO DI TRE MESI E PER L’ALTRO 50% NEI SUCCESSIVI 3-4 MESI, che potrà consentire immediato incremento dell’occupazione e della competitività delle imprese e della nazione. Esso non è un libro dei sogni e neppure un libro di filosofia o di etica: IL PROGRAMMA E’ FONDATO SUI DATI DELL’ ECONOMIA E DEL BILANCIO DELLO STATO ITALIANO, TENUTO CONTO DELLA LEGGE DI BILANCIO E DEI VINCOLI E PARAMETRI FISSATI DALLA UE. Il programma si fonda sui seguenti principi e condizioni di base: 1) NESSUNO DEVE RIMANERE INDIETRO, ALLE CATEGORIE DEBOLI DEVE ESSERE GARANTITO AIUTO ED UN LIVELLO DIGNITOSO DI VITA E DI ACCESSO AI I DIRITTI NATURALI QUALI LA SALUTE, IL LAVORO, UN REDDITO MINIMALE, LA FORMAZIONE, ANCHE PICCOLO TETTO SULLA TESTA CON LE UTILITIES COLLEGATE. 2) L’IMPRESA ED IL LAVORO SONO I REALI MOTORI E FATTORI DI SVILUPPO, ESSI SONO MERITEVOLI DI ATTENZIONE, PROTEZIONE E TUTELA LEGISLATIVA ED ECONOMICA. 3) IL FEDERALISMO SOLIDALE E’ NECESSARIO PER AUMENTARE L’EFFICIENZA E LA ECONOMICITA’ DI TUTTE LE REGIONI E PORTARLE AL MEDESIMO LIVELLO. VANNO AFFERMATI IL CRITERIO DEI COSTI MEDI STANDARD, AL QUALE ESSE SI DEVONO ADEGUARE, E QUELLO PER CUI LA RESPONSABILITA’ DELLE ENTRATE REGIONALI SIA AFFIDATA A CHI HA I POTERI SULLA MEDESIMA SPESA, COSI GLI ELETTORI POTRANNO GIUDICARE. 4) VA PRESO ATTO CHE LA CRESCITA ECONOMICA E PRODUTTIVA DELL’ITALIA NEL BREVE TERMINE NON E’ POSSIBILE, A CAUSA DEL CONTINUO E PER IL MOMENTO INARRESTABILE INCREMENTO PRODUTTIVO DEI PAESI EMERGENTI, CARATTERIZZATI DA PIU’ BASSI SALARI E COSTI, ANCHE PER CARENZA DI WELFARE. PERTANTTO, VA IMMEDIATAMENTE ATTUATA UNA POLITICA DI INNOVAZIONE, RICERCA ED IMMEDIATA IMMISSIONE DI TUTTI I DISOCCUPATI IN CIRCUITI RETRIBUITI DI APPRENDISTATO, FORMAZIONE ED INSERIMENTO LAVORATIVO. Il Programma si pone prioritariamente il raggiungimento dei seguenti obiettivi: 1) A TUTTI I DISOCCUPATI, DI QUALUNQUE ETA’, VA CORRISPOSTO UN SALARIO MINIMO A CONDIZIONE CHE EFFETTUINO PRESTAZIONI DI APPRENDISTATO E/O DI FORMAZIONE E RIQUALIFICAZIONE O LAVORO SOCIALE. 2) A TUTTE LE CLASSI SOCIALI VANNO GARANTITE LE MEDESIME CONDIZIONI DI WELFARE ED IN PARTICOLARE DELLE PRESTAZIONI SANITARIE, CHE NON DEVONO ASSOLUTAMENTE ESSERE CONDIZIONATE DALLA SITUAZIONE ECONOMICA DELLE PERSONE. ABOLIZIONE DEI TIKET SANITARI PER I REDDITI BASSI E MEDIO-BASSI. 3) RIDUZIONE DEL CARICO FISCALE SU IMPRESE E LAVORO. 4) GRADUALE INCREMENTO DELLE PENSIONI MINIME 5) POTENZIAMENTO DELLE STRUTTURE SCOLASTICHE, DELL’INNOVAZIONE E RICERCA, DELL’ISTRUZIONE E CULTURA IN GENERE, FATTORI DI SVILUPPO E CRESCITA NEL MEDIO TERMINE. 6) L’ATTIVITA’ FINANZIARIA E BANCARIA VA REGOLAMENTATA CON LA DISTINZIONE TRA BANCHE DI CREDITO ORDINARIO E BANCHE SPECULATIVE, TALI ULTIME NON SARANNO PIU’ GARANTITE DALLO STATO. 7) ULTERIORE LIMITAZIONE DEGLI EMOLUMENTI DEGLI ALTI DIRIGENTI STATALI, DEGLI ENTI LOCALI E DELLE SOCIETA’ PUBBLICHE. 8) LIMITAZIONE DEL MASSIMALE PENSIONISTICO, COME AVVIENE IN AUSTRALIA CHE NON MI PARE SIA IN AFRICA: LE PENSIONI HANNO LA FUNZIONE PREVIDENZIALE DI GARANTIRE LA VECCHIAIA, NON ANCHE QUELLO DELL’ARRICCHIMENTO. 9) CONFERIMENTO DEL PATRIMONIO ALIENABILE DELLO STATO E DEGLI ENTI LOCALI IN SOCIETA’ QUOTATA ED OBBLIGO DI ACQUISTO DELLE PARTECIPAZIONI DA PARTE DEI POSSESSORI DI PATRIMONI E REDDITI ELEVATI, IN PROPORZZIONE A TALI ENTITA’. 10) IMMEDIATA ATTUAZIONE DI AIUTI AI SETTORI INDUSTRIALI TECNOLOGICI AL FINE DEL MANTENIMENTO E RECUPERO DELLE PRODUZIONI: FORSE NON POTREMO PIU’ CUCIRE I JEANS, MA PERBACCO, LE NAVI, LA METALLURGIA, LA CHIMICA E LA MECCANICA POTREMO CONTINUARLE A FARLE !!! BISOGNA CAMBIARE LE REGOLE UE IN TEMA DI AIUTI E POLITICHE INDUSTRIALI: I SETTORI TECNOLOGICI E AD ALTO VALORE AGGIUNTO VANNO TUTELATI, ALTRIMENTI ARRIVEREMO AD UNA DEINDUSTRIALIZZAZIONE IRREVERSIBILE DEL PAESE. 11) NON E’ ESCLUDIBILE UNA LIEVE IMPOSTA SULLE OPERAZIONI FINANZIARIE, CHE NON SAREBBE DANNOSA PER LA BORSA, ORMAI DIVENUTA UN GIOCO COME IL LOTTO, CHE NON VIENE DEPRESSO PER IL FATTO CHE L’ERARIO TRATTIENE BEN OLTRE IL 50% DELLE GIOCATE. Il programma elaborato consente il raggiungimento di tutti tali obiettivi e contemporaneamente il mantenimento degli equilibri finanziari nazionali. Esso soddisfa gli interessi di circa il 90% degli elettori-contribuenti italiani, non toglie nulla alle classi sociali; esso elimina solo le sacche dei privilegi politici, burocratici, statalistici, delle aziende pubbliche. Il partito che lo adottasse quale programma elettorale, in modo efficacemente promosso ed adeguatamente garantito nell’impegno di adempierlo, anche nell’eventuale forma del mandato con penale delle dimissioni da parte dei componenti le liste elettotali, avrebbe una potenziale base elettorale del 90% - mancherebbero solo i burocrati di stato, gli alti funzionari e dirigenti pubbòici e delle società pubbliche, i politici di professione – quelli che in vita loro non hanno mai lavorato, vedasi Fini, Casini, D’Alema ecc. ecc. - Ma tra i potenziali sostenitori ci sarebbero tutte le piccole e medie imprese, ma anche le grandi e la Confindustria, i disoccupati e pensionati, persino i sindacati dei lavoratori e forse anche Landini e Ferrero. Se si confeziona una coalizione motivata e convinta che aderisce al programma, gli elettori approveranno e si può pensare a maggioranze del 50%. Ai voti del PDL si possono sommare i voti dei disoccupati 10% ( SALARIO DI FORMAZIONE ), e tenere conto del recupero ulteriori percentuali da parte degli imprenditori ( RIDUZIONE DELLE IMPOSTE E DEGLI ADEMPIMENTI ), oltre quelli di altre liste convergenti.. Forse andrebbero attivate anche liste civiche costruite intorno a personaggi della società civile AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO. La Lega penso che ci starà e forse potrebbero essere trovate convergenze anche con il Movimento 5 Stelle, che dice alcune stesse cose ma è privo di un programma e se vuole andare da qualche parte se lo dovrà anche dare. Anche Matteo Renzi, prossimo ad un distacco dal PD, è riconoscibile nel programma proposto. I Candidati alle elezioni potranno sottoscrivere un impegno giuridico di rispetto del programma, nella forma di un mandato che preveda le dimissioni, in caso di mancato rispetto, e la esecuzione di una garanzia patrimoniale all’uopo rilasciata dal partito, con vincolo solidale da parte del candidato. Caro Presidente, per quanto sommariamente esposto, RIBADENDO LA SCIENTIFICA E TECNICISTICA ELABORAZIONE DEL PROGRAMMA, CHE E’ FATTIBILE IN TEMPI BREVI E SOSTENIBILE NEL LUNGO TERMINE, le chiedo di poter avere un incontro nel quale poterle illustrare il programma e dimostrarne la fattibilità e sostenibilità. Naturalmente mi farebbe in ogni caso immensamente piacere poterle stringere la mano dopo quasi 20 anni di stima, di compartecipazione per i dispiaceri che le hanno fatto vivere vari personaggi, e di sincero affetto nei suoi confronti. Nell’occasione, per quanto dispiaciuto, le sarei molto grato se, in ogni caso, quindi anche di non interesse, me ne fosse data comunicazione. Cari saluti. Emidio Mariani 65015 Montesilvano PE - C.so Umberto I, 188/C - Tel e fax 085 4483381 - emidio.mariani@odc.pescara.it; www.studioemidiomariani.com; PS Anche sulla Lira ha ragione, ma l’abbandono immediato dell’Euro è rischioso ed unilaterale non si può fare, almeno per ora. ANCHE PER LA LIRA HO UN PROGETTO, POTREBBE ESSERE REINTRODOTTA SENZA VALORE LEGALE DI TITOLO DI CREDITO, CREANDO UN ……….. IL MECCANISMO E’ LEGALE, NON COMPORTA COSTI NE’ RISCHI PER LO STATO, SARA’ IMMEDIATAMENTE UN FATTORE DI CRESCITA DEI CONSUMI. MA GLIELO ILLUSTRERO’ SOLO DI PERSONA

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