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SE IL LAVORO NON E' UN DIRITTO

"Il lavoro non è un diritto", dice il ministro Fornero. Certo che detto così suona male. L'idea di far lavorare poche persone e di strizzarle come limoni, lasciandone tante senza occupazione, penso che alla lunga non porti fortuna, né migliori la qualità della vita. Penso invece che si tratti di una filosofia fallimentare per castigarsi da soli. Secondo me è meglio trovare un sistema che sia compatibile con l'occupazione del maggior numero di persone, possibilmente eliminando il divario (o, per dirla in italiano, lo "spread"), tra il basso salario di chi lavora e i lauti stipendi di chi invece dirige. Un rapporto di 1 a 3 o di 1 a 5 può essere accettabile. Un rapporto di 1 a 5000 è una vergogna e un furto legalizzato. Con i più cordiali saluti.

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