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COSTI COMUNITARI

Egregio direttore, l'articolo di oggi "I nein della Merkel ci sono costati 700 miliardi", mi ha lasciato alquanto perplesso. Come si fa a sostenere che i 200 miliardi spesi nello scorso inverno per acquistare i nostri BTP allo scopo di raffreddare lo spread, siano da considerare un costo definitivo a carico dell'intera comunità europea. Sarebbe come affermare che quei 200 miliardi siano stati graziosamente regalati all'Italia, il che non corrisponde alla verità. A tutt'oggi, anche se i relativi titoli fossero conteggiati nel patrimonio della BCE, ammesso e non concesso che la BCE stessa non li abbia ancora monetizzati, non per questo vanno considerati come un costo a carico della comunità. Innestando su tale ragionamento l'auspicabile futura emissione di EUROBOND, sarebbe come immaginare che tali titoli verrebbero emessi senza contropartita a favore degli stati più indebitati, mentre ciò che cambia per i sottoscrittori è soltanto la garanzia di rimborso alla scadenza di cui si fa carico la comunità europea. Il costo del rimborso, sia delle cedole che del capitale, resta invece ovviamente sempre a carico dei singoli stati. Mi scuso dell'ardire, ma non mi sembra sia questo il modo corretto di argomentare. alphkam

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