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Le caste ed i Sindacati.

Da troppi anni, ormai, in Italia ci si lamenta della cattiva ripartizione della ricchezza. Noi Cittadini ci lamentiamo continuamente della presenza delle "caste, caste ed ancora caste" : da quelle politiche a quelle degli alti dirigenti pubblici; dai banchieri ai............. E' questo un Paese dove di finanza si può morire mentre alcuni, i privilegiati "per posizione" , continuano a navigare nell' oro con stipendi d' oro, alti incarichi d' oro, pensioni d' oro........insomma un mare d' oro al fianco di chi nello stesso momento arriva al suicidio o, comunque, si arrovella le meningi per cercare di trovare una soluzione ai problemi dell' azienda, della famiglia. Una cosa veramente indecente in un Paese che si professa cristiano. Ma la cosa che trovo ancora più indecente é che, a parte alcuni giornalisti (per la verità,non molti), proprio gli addetti ai lavori si comportano come se il problema non esistesse. Mi riferisco ai Sindacati, alle Associazioni di categoria, a tutti coloro che si dichiarano dalla parte dei lavoratori e che, di fatto, non si pongono il problema di tanta, gigantesca disuguaglianza. Non ho mai sentito i Sindacalisti , nelle diverse occasioni (comizi, interventi T.V.,.........), parlare con fare battagliero e con toni giustamente risentiti dell' argomento "casta". Né ho mai assistito ad una presa di posizione contro le categorie altamente privilegiate. Come mai? Paura di ritorsioni? Interessi personali? Che cosa? Chi é in grado di spiegare perchè il sostantivo "casta" é bandito dal dizionario usato dalle categorie prima richiamate?

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