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Belpietro: purtroppo è Libero

Tutti la chiamano Direttore. Ma Direttore di cosa? Di un legalizzato manifesto di offese e fanatismi distruttivi? Direttore di cosa? Che fine ha fatto il giornalismo? Quello che serve alla gente per sapere, essere informata, farsi un'idea in modo obiettivo e oggettivo? Direttore di cosa? Di un contenitore di volgarità, aggressione,... bugie e costruzione di realtà artefatte? Direttore di cosa? Di errori e scelta anti-italiane? Di prese di posizione ridicole? Di messaggi fuorvianti e demonizzanti? Di malinformazione? Beh, allora si, allora lei è un direttore. Così come lo è chiunque utilizzi una briciola di potere per fare del male. Perchè lei, così come il suo omologo de Il Giornale, fate danni la cui dimensione non riuscite nemmeno ad immaginare. Infliggete ferite mortali ad un Paese già in difficoltà - in gran parte per colpa di qualcuno che avete difeso oltre i limiti del ridicolo - che di tutto avrebbe bisogno, tranne di critiche e offese da bar. Perchè questo è Libero, un giornaletto da bar, niente di più, forse qualcosa meno. Un giornaletto fatto per sapere dove vanno in vacanza Belen e Stefano oppure capire perchè il lato B della principessa desta scalpore, pensando che queste informazioni siano il centro del sapere sociale. Perchè per quelli come lei non è importante fare giornalismo ma usare i giornali per camuffare la realtà, in modo che la percezione della gente, della brava gente, sia falsata e la loro disponibilità ad accettare messaggi e promesse irrealizzabili, sia morbida, terreno fertile per la discesa in campo di qualche pazzo incompetente preso dal delirio di onnipotenza. Questo è il dramma di quello che fa lei con il suo giornaletto che per serietà e livello credo venga molto dietro al più rinomato Vernacoliere. Fate male all'Italia e fate male anche a voi stessi, ma siete troppo presi dalla cecità e dal fanatismo per capirlo. Ma io, caro Direttore, mi sono stufato di persone come lei e di un Paese che le consente di fare in modo così indecente e dannoso un lavoro così prestigioso e storicamente importante. Mi verrebbe voglia di chiederle i danni per la vergogna che ho provato l'altro giorno, e oggi, di fronte ai titoli del suo quotidiano. Vergogna di essere Italiano e vergogna per non poter impedire che certe cose possano accadere. Metà danni a Libero e metà al Giornale per la lacerazione alla dignità del popolo Italiano di cui siete vergognosi amplificatori di notizie. Sa qual è l'unica vostra grande fortuna Direttore? La sua e quella di tutta quella ignobile classe dirigente politica che difendete? Che il malcontento degli Italiani è ancora troppo debole e troppo silenziosamente frustrato per esprimersi in tutto il rivoluzionario, passionale e furente vigore che servirebbe per rimandarvi da dove siete venuti. Dal nulla. Il meccanismo di involuzione culturale, di annebbiamento della verità e di teatrale costruzione di un'Italia che non c'è, a cui state lavorando da anni è il cancro più devastante che esista. E voi avete contribuito a fare in modo che il popolo Italiano se ne ammalasse. Questo Paese, finchè ci saranno persone come lei, giornali come il suo e persone come quelle che il suo giornale si ostina a sostenere, non andrà da nessuna parte. Ma badate bene. Quando la gente comincerà ad avere fame e a capire che se siamo dove siamo è colpa di chi non ci ha voluto far sapere, perchè faceva più comodo che non sapessimo, allora dovrete scendere da quei privilegiati piedistalli di cristallo su cui siete stati fatti salire. E io, così come tanti altri Italiani onesti, saremo lì a guardare, ad aspettarvi là sotto, dove pensavate di averci relegati ad assenti spettatori di un film, in cui però la parola "fine" la scriviamo noi. Con cordiale vergogna. Luca Padovani

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