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Il bastone e la carota

Caro Direttore, leggendo dei tagli agli statali, delle promesse di bloccare le tariffe, delle difficoltà crescenti che il Governo incontra nel tentare di risanare i conti dello Stato e, soprattutto delle azioni messe in campo per aumentare le entrate, confronto a quelle per ridurre le spese, viene alla mente il famoso motto "bastone e carota": nfatti il Governo bastona indiscriminatamente i cittadini e blandisce le Caste, offrendo loro carote succulente. Mi spiego: si prevede il taglio del 20% dei dirigenti statali e del 10% dei dipendenti dalle pubbliche amminiatrazioni. Un taglio netto? Neanche per sogno! Si procederà a suon di prepensionamenti e di contratti di solidarietà nella peggiore delle ipotesi; intanto, si applicano tasse a non finire, col seguente risultato: aumentano i carburanti e diminuisce vertiginosamente il loro consumo, si applica una tassa sulla casa che equivale al pagamento di un affitto a casa propria e il mercato immobiliare crolla, si riformano le pensioni e centinaia di migliaia di lavoratori si ritrovano per strada, senza un futuro a cinquanta e passa anni. E si potrebbe andare avanti all'infinito, se non fosse che, causa questa assurda stretta fiscale, moltissime piccole aziende, moltissimi negozi, moltissimi artigiani (insomma il tessuto produttivo dell'Italia) chiudono o, peggio, vedono il suicidio dei titolari. A fronte di tutto ciò, cosa pensa il Governo? Promette di bloccare le tariffe di luce e gas fino alla fine del 2013, dimenticandosi di averle aumentare per ben due volte nelle ultime settimane. Per essere chiaro, Le faccio un esempio: a una ventina di chilometri dal mio paese, esisteva la città di Salsomaggiore Terme, nota in tutto il Paese per aver ospitato il concorso di Miss Italia. Oggi Salsomaggiore, che sino a poco tempo fa era una delle mete più ambite per una gitarella fuori porta, è una città fantasma: quasi tutti gli alberghi chiusi, il centro svuotato e senza negozi, le terme, vanto della città ed orgoglio dell'Emilia Romagna, un tempo predilette dal jet-set internazionale, deserte. Il tutto chissà perché? Viene alla mente, guardandosi attorno anche nelle città vicine (Parma, Piacenza ecctera) la battuta di Guareschi, risalente alla metà degli anni '60: l'ometto di fronte allo sportello dell'Agenzia delle Entrate, chiede innocentemente "Posso detrarre dalle tasse la pistola che utilizzerò per suicidarmi una volta che le avrò pagate?" Se qualcuno dei nostri governanti degli ultimi 50 anni avesse letto queste parole e ci avesse riflettuto, forse oggi non ci ritroveremmo a raccontare, da otto mesi, quella che, più che la vita di una Nazione progredita, sembra una cronaca di guerra.

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