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ADOZIONI GAY

Spett.le Direttore, Quando un bambino si ritrova "adottabile" un principio che a mio avviso dovrebbe essere irrinunciabile è l'interesse del bambino. Il dibattito che spesso ha interessato il tema delle adozioni si è spesso sviluppato su diverse questioni: le condizioni familiari, quelle sociali ed anche quelle economiche della famiglia adottante, ma lo scontro più acceso negli anni passati lo si è visto sull'età dei genitori che intendono adottare in quanto spesso accadeva che molte coppie chiedessero di poter adottare dei figli in età avanzata proprio in funzione del fatto di non essere riusciti a farne di propri. In quel caso ricordo che la questione anagrafica divenne una discriminante molto forte, la linea di pensiero comune fu quella di mettere al centro il "bene" del bambino reputando la volontà della coppia un po' in su' con gli anni un bisogno egoistico fatto per appagare un proprio desiderio. Oggi qualcuno pone in discussione la possibilità di adottare dei bambini da parte di coppie gay, mi chiedo come sia possibile solo ipotizzarlo visto che tra il "meglio per il bambino" e l'appagamento di un desiderio della coppia mi pare ovvio che non sarebbe nell' interesse del primo. Purtroppo il dibattito è viziato dal perbenismo di chi accusa quanti esprimono contrarietà di discriminazione, mentre criticare la possibilità per le coppie gay di adottare non può essere vista come una discriminazione contro una categoria di persone, ma un' opinione che in un paese che si definisce libero e democratico ha il diritto di essere espressa senza essere tacciata di omofobia. Se l'interesse del bambino è un principio condiviso e indiscutibile non trovo le basi neppure per valutare tale ipotesi. Cordiali saluti, Loris Dall'Acqua Poggio Berni

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