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terremoto

Egregio direttore Le scrivo, sperando di dar voce, tramite il Suo giornale, ai terremotati emiliani , che dopo le visite di prassi dei nostri politici,presidente Napolitano compreso,e dopo le solite promesse di non abbandonarci, siamo ancora qui dopo 2 mesi dal sisma ad aspettare qualcosa di tangibile per riavviare l'economia . Fermo restando che i nostri industriali e artigiani si stanno dando da fare per rimettersi in sesto e ormai hanno finito i loro fondi, le banche promettono di dare prestiti , ma poi quando si ha veramente bisogno si tirano indietro con mille scuse o chiedendo interessi che vanno al di la di quelli che dovrebbero essere tassi agevolati.Sono veramente arrabbiato , visto che quando devono fare un decreto legge che riguarda il loro interesse sono pronti ma per il bene dei cittadini esistono sempre dei problemi per non dare loro aiuti in tempi ristretti. Io mi ritengo fortunato in quanto non ho avuto danni ma il mio sfogo e per tutti gli amici colpiti duramente da questo sisma. cordialmente La saluto augurandoLe ogni bene Gianni Palazzi da Ferrara

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