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Grazie per lo spazio che mi concede per parlare di Firenze

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Gentile direttore Belpietro, la ringrazio per lo spazio che mi concede per parlare dei problemi della mia città, Firenze, che essendo una città d’arte è un buon esempio per discutere del patrimonio pubblico. Io sono contraria alla pedonalizzazione del duomo che esclude dal centro storico i residenti che pagano le tasse e che l’hanno amata nei secoli. In pensione ho tempo di ascoltare politici e esperti d’arte, e ho potuto un mese averli a confronto; è successo alla consegna del premio Le Muse a palazzo Vecchio, prima della premiazione hanno parlato alcune personalità, ovviamente anche il sindaco Matteo Renzi che hanno parlato di Firenze e del Salone dei 500; tra i premiati anche la prof Dora Liscia Bemporad della quale avevo seguito la conferenza sull’altare d’argento e non appena la prof. Ha cominciato a parlare io ho subito sentito una differenza, ho visto una luce nei suoi occhi, quella dell’amore e della venerazione! Alla fine della cerimonia ho fatto i complimenti alla prof e le ho anche espresso la mia impressione sulla differenza senza però poter essere più chiara, poi arrivata a casa ho capito: ascoltare la prof e mons. Verdon e gli altri relatori dei beni artistici di Firenze, significa percepirne la devozione e la consapevolezza di cosa rappresentano, invece il problema principale dei politici è cosa farsene per il futuro di questi beni, oltretutto trasmettendo incertezza e lasciando passare il messaggio che saranno inseriti in chissà quali contesti, già questo contesto mi fa pensare alla differenza che c’è tra uno zoo e una giungla, ormai i monumenti che sono assaliti da gente che li guarda un attimo e non hanno più lo stretto contatto coi cittadini residenti, mi ricordano le scimmie nelle gabbie alle quali vengono lanciate banane banane o noccioline.

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