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Sto aspettando le scuse dalla mia comunità

Ha fatto bene il capo della Polizia a chiedere scusa ai cittadini per i fatti avvenuti al G8 di Genova. Questi sono i comportamenti da tenere, quando di sbaglia in qualcosa di grave, in un Paese civile e democratico. Anch'io sto aspettando, da quasi 25 anni, le scuse da parte della comunità ( cristiana?) in cui vivo. Alcune domande: che cosa spinge un'intera comunità a far circolare, giornalmente, usando il bocca a bocca, falsità sul mio conto? Perchè viene usato il bocca a bocca? Semplice, perchè in questo modo viene difficile denunciarli per diffamazione. Ma la cosa ancora più strana è questa: i miei compaesani davanti sono tutti gentili ed 'educati', ma appena ti allontani da loro qualche passo già te ne dicono di tutti i colori. Fra l'altro inventano cose completamente assurde e fuori da ogni logica. Da gente 'fuori di testa'. Io ho 60 anni e non mi risulta, fino ad oggi, di aver fatto qualche reato. Se qualcuno fa circolare questo vuol dire che vive in un mondo tutto suo: in un mondo di disonesti. Altra domanda: perchè i cittadini veneti possono benissimo stare seduti al bar tutto il santo giorno a bere, a gridare, a bestemmiare, a giocare a carte, a fare battute 'spinte' alla commessa in pantaloncini, mentre se si siede, dieci minuti, un forestiero, educatamente, è considerato un vagabondo e uno che non ha voglia di lavorare? E perchè in queste falsità, leggasi calunnie vere e proprie, di solito sono sempre coinvolti i gestori degli esercizi pubblici? Bar, negozi, cartolerie ecc. ecc. Ma cosa di hanno paura questi commercianti veneti? Forse pensano che i forestieri si sono messi tutti in fila per truffarli o per rapinarli? Di solito sono proprietari di negozi di pochi metri quadrati, eppure si danno atteggiamenti da padroni della Rinascente o dei negozi Harrods di Londra. Commercianti poi che pagano, di tasse, meno della metà di quello che pago io come dipendente, se sono vere le cifre dell'enorme evasione che c'è nel nostro Paese. Qualche tempo fa, nel solito bar cinese, quello di fronte al monumento ai caduti, un mio concittadino, capelli bianchi ed un'età di circa 60 anni, quindi un adulto, io, per l'esattezza, ero vicino al bancone, prendevo un caffè, che ho regolarmente pagato, senza scontrino, si è messo a cantare, proprio a cinque centimetri dalle mie orecchie, questa sì che è cattiva educazione, questa frase, alquanto infantile: ''Chi non lavora vive meglio di me....''. Ridendo e cercando il consenso di altri clienti del bar. Domanda: ma se io ho sempre lavorato, e lavoro, chi e perchè fa circolare falsità come questa? E perchè queste falsità sono sempre indirizzate verso la mia persona da cittadini, che fra l'altro non ho mai conosciuto, se non di vista? Cittadini, ripeto, che hanno ormai superato, da un pezzo, i cinquanta, i sessanta e gli ottant'anni? Costume locale, infantilismo sociale, odio, invidia, gelosia o/e altro? In attesa di una risposta da parte della mia comunità, non certo cristiana e nemmeno altruista, verso i forestieri o verso altri cittadini, onestissimi.

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