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Non si abbandonano sul campo uomini dei corpi speciali

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Sig. Direttore, ho seguito con interesse crescente da un lato l'assordante silenzio di alcuni media nazionali sulla vicenda dei sottufficiali del Reggimento San Marco e dall'altro gli articoli dei Suoi Giornalisti (noti la Lettera Maiuscola) che ripetutamente hanno fatto sentire la voce di chi ha a cuore la sorte dei due Sottufficiali dei fucilieri di Marina. Il Corpo Speciale é stato costituito nel corso della Prima Guerra MOndiale quando i Comandi Marina hanno autonomamente formato nuclei armati a protezione delle bloro basi, nuclei che raggrupatisi hannocostituito un Corpo che ha oeprato a difesa di Venezia sottoposta ad attacchi Austriaci da terra e dal mare; la città di Venezia richiese l'onore di "battezzare" questo corpo con il Nome di San Marco a testimoniare la gratitudine della città per il ruolo svolto a sua protezione. Ci furono caduti e decorati per le il comportamento eroico di questi primi uomini del San Marco : ma deve essere evidenziato che non ci fu neanche uno di loro che fu fatto prigioniero - é regola d'onore soprattutto per i Corpi Speciali che non si abbandonano i commilitoni sul terreno. Ora io e con me i Compagni di Corso dell'Accademia Navale (tra cui un ufficiale che ha Comandato reparti del San Marco) riteniamo che i nostri due Sottufficiali siano stati abbandonati "sul terreno" e vorremmo far sentire la nostra voce per sollecitare qualcosa di più che blaterate assicurazioni quali : abbiamo ottenuto che possano mangiare spaghetti !!! Per questo riterremmo utile poter incontrare i due suddetti Suoi Giornalisti per trasferire il profondo disagio mio e, posso senz'altro dire, di tutti i miei Compagni di corso dell'Accademia Navale nell'assistere alla ingiustificabile superficialità con cui questa drammatica, ma non seriamente recepita, vicenda é stata e viene gestita dalle Istituzioni. Con sincera stima 1° T. V. Eugenio Pacelli

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