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LEGGE ELETTORALE: SIAMO DEI GENI NEL PEGGIORARE LE COSE

Gentile Direttore, credo che i cittadini abbiano tutti pari diritto a essere rappresentati nell’assemblea parlamentare, ossia debbano avere tutti un identico peso specifico. Le minoranze non dovrebbero essere cancellate per legge, con gli artifici delle soglie di sbarramento o con artifici ancora peggiori, ma essere rappresentate in base al proprio peso relativo. Una diretta conseguenza di ciò è che l’unico sistema di voto che si possa in assoluto definire equo e compatibile con tale principio è quello proporzionale puro. Quanto più un sistema di voto si discosta da quello proporzionale puro, tanto più esso risulta iniquo, annullando il voto di alcuni per ingrandire quello di altri, con il risultato di dare dell'elettorato una rappresentazione simile a quella di una immagine prodotta da uno specchio deformante. Si tratterà di fatto di una discriminazione a priori, non conforme con i principi di uguaglianza che stanno a fondamento di qualsiasi carta costituzionale. Come ben sappiamo, nella realtà questa stortura è invece tollerata in tutti i Paesi del mondo e quindi, come si suol dire, mal comune mezzo gaudio. Tuttavia, sempre di una stortura si tratta. Guardando alla situazione italiana, si può certamente dire che la legge elettorale della cosiddetta Prima Repubblica, che tra l'altro prevedeva la possibilità delle preferenze sui candidati, era di gran lunga più etica e democratica di quelle successive della Seconda Repubblica. Il cantiere è comunque ancora aperto, ma la mia impressione è che noi Italiani siamo dei geni nel peggiorare le cose. Con i più cordiali saluti.

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