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SI RITORNA ALL'USATO SICURO?

Caro Direttore, le espongo questo mio pensiero, perchè credo che, " a mali estremi, estremi rimedi", cosa dice? Intorno a 'sto Monti non c'è nulla nella panacea politica nazionale, per cui, forse, è meglio che si ritorni all'antico, almeno un italiano su due non avrebbe da annoiarsi, in questo momento così critico per la condizione in cui vive italia ed Europa tutta! Questo tipo di "usato", almeno è sicuro. Non ha bisogno di rubare, è ricco, allegro, solare, buontempone, anticonformista nello spirito. Ha solo collezionato un nugolo di processi, che però stanno andando tutti in prescrizione o archiviati per non avere commesso il fatto. In qualsiasi democrazia chiunque non abbia commesso reati gravi può esercitare tutti i suoi diritti politici, votare, fare propaganda elettorale, costruire una o più liste o fare un partito. Nessuno avrebbe mai dovuto credere che Silvio Berlusconi sarebbe definitivamente uscito dalla scena politica, amareggiato e deluso, ma, in fondo non sconfitto, dal campo della politica che frequenta come protagonista dal 1994, senza cercare una riscossa, l'ultima sfida. Saranno pure i richiami di tutto il mondo imprenditoriale, come dichiara lui, con qualche esagerazione. Saranno piuttosto i sondaggi, ma anche quelli dei sondaggisti provetti, che rivelano impietosamente che senza di lui il popolo delle Libertà vale la metà del Movimento a Cinque Stelle, fatto sta che il suo ritorno non deve sorprendere. Il gusto agrodolce della politica, con qualche pizzico di sadomasochismo, di populismo, di demagogia, che lo metterebbe in concorrenza con Beppe Grillo, continua a piacere, prima a lui stesso e poi a molti elettori. D'altronde, se devo dirla tutta, difendendolo, che cosa deve fare un uomo di settantasei anni che ha avuto tutto e di più dalla vita? Andare a sedersi su una panchina ai giardinetti non è sicuramente un'opzione praticabile, proprio quando Palazzo Chigi è tuttora, come direbbero gli economisti, contendibile, ovvero può essere riconquistato. Troppo facile demonizzare il ritorno all'antico, vale a dire all'usato sicuro, dal momento che più di qualche governante europeo non vedrà con favore un altro governo italiano a guida di Berlusconi. Non c'è nessuno all'orizzonte politico! Il centro-sinistra oscilla e vacilla, Casini si dice disposto a trattare con un Pdl senza Berlusconi, ma vorrebbe Monti anche nel futuro. D'Alema dà per conclusa un'alleanza fra partito democratico e Udc, ma nel partito democratico sembra che la linea ufficiale sia si tenere insieme anche Vendola e Di Pietro. Nessuno di questi partiti ha una linea univoca, nessuno di questi personaggi cresce nei sondaggi, "fa anche rima", mentre sulle loro ambiguità s'ingrassa le Cinque Stelle. La Lega si cura le sue ferite profonde, mentre il suo ex-leader svolge opera sotterranea di boicottaggio, così mi pare! Quel che è più grave, non si vede neppure il minimo rinnovamento di idee, di metodi, di persone! Nessuno degli attuali concoorenti di Berlusconi, ad eccezione di Grillo, è entrato in politica dopo di lui. Quasi tutti già sedevano su comode poltrone parlamentari e da lì non si sono schiodati mai. Anche molti di coloro che hanno sostenuto la discesa in campo di Berlusconi nel 1994 si sono poi attaccati alle poltrone, che il fondatore, leader e padrone di Forza Italia, concesse graziosamente a loro in cambio di elogi smaccati, di fedeltà e di subordinazione. Paradossalmente, sono i cosiddetti colonnelli, ma non Alfano che si è subito messo a disposizione per fare il numero due, i più sorpresi, non positivamente, dal ritorno di Berlusconi. Sono loro, però, che non hanno fatto nulla per prevenirlo. Adesso capiscono tristemente che il loro avanzamento di carriera è semplicemente procrastinato. Addirittura, temono di diventare le prime vittime eccellenti di un rinnovamento che Berlusconi sicuramente effettuerà per mettersi alla guida di una squadra molto ringiovanita. Ciò detto, il problema principale della politica italiana non è Berlusconi! No, lui non centra! E' l'incapacità di rinnovarsi nel bel mezzo di una crisi destinata a durare anche perchè proprio quella classe politica, compreso lui però, il Berlusca, che ha le sue responsabilità sulla crisi, semplicemente non saprebbe risolverlan e non vuole andarsene. Monselice, 13 luglio 2012

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