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utopia o speranza?

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Non so se vergognarmi o continuare a sperare. Sono un'infermiere che lavora da circa 20 anni in area critica (dialisi, Rianimazione,Fibrosi cistica, Medicina oncologica). Ho imparato ad apprezzare la responsabilità, l'analisi critica di ogni mio atto, che i miei colleghi o medici ritenevano farmi notare. Ho apprezzato l'agire freddo ma efficace dei medici nel rapportarsi ad ogni caso grave che si presentava. Ora il problema per me è vedere, ascoltare tanti gattopardi che non vogliono vedere o chiedersi se il loro agire è stato fedele all'impegno che è stato chiesto loro o meglio si sono autoresponsabilizzati (facendo finta di essere stati votati... Non voglio scomodare Tommaso Moro o Erasmo Da Rotterdam, però ho l'impressione di essere un illuso. Vorrei fare una domanda ad ogni politico, che ha le redini di una nazione: a che serve vivere se il tuo vivere non è servito a migliorare chi ti sta intorno? Quando morirai ti chiedi a cosa è servita la tua vita?

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