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BASTA CON IL COLLE INTERVENTISTA

Che il presidente della Repubblica si sia ritagliato un ruolo da protagonista nell'agone politico, non è certo una novità: stando gli archivi dei quotidiani, lo fa almeno dalla metà del 2008, ossia da quando è andato al governo Silvio Berlusconi. Ma l'inquilino del Quirinale continua a dare il meglio di sè anche in questi giorni. Insomma, l'impressione è quella di trovarsi di fronte a un presidente «interventista» più che «notaio». Certo, allora come oggi, Napolitano continua a muoversi sempre nel rispetto dei confini che la Costituzione ha stabilito, ma i suoi discorsi, appelli generici alla politica, ai partiti, all'Italia vengono sempre più spesso letti come vere e proprie entrate a gamba tesa contro il Parlamento, in particolare contro il governo dell’ex premier. L'interventismo di Napolitano, certo non nuovo nel suo settenato che si chiude con il governo Monti, dal capo dello Stato favorito nel suo formarsi per evitare elezioni anticipate, non piace a destra. Anticipiamo un po’ il bilancio del settennato Napolitano. Una cosa davvero storica ha fatto Giorgio: dopo avere regnato all’unisono con la casta che lo elesse e i cui misfatti omise di punire: ha deposto il Cagliostro di Arcore, ha insediato Mario Monti, ha lanciato il superiore concetto di governo dei tecnici. Ma Napolitano supera tutti i limiti: adesso decide pure per il dopo mandato? Il Colle entra a gamba tesa sul futuro dell'Italia e spiega: "I partiti non si illudano, il prossimo governo avrà gli stessi problemi di questo esecutivo, ossia debito e crescita". La soluzione di Napolitano? Non cambiare nulla. Questa volta Re Giorgio decide pure per il dopo-mandato... dopo Mario Monti come premier vuole un nuovo Monti. Il capo dello Stato non molla e vuole decidere (ancora) il futuro dei partiti. Naturalmente, resta inteso e chiarissimo a tutti che se le stesse cose che sta facendo il comunista Giorgio le avesse fatte Berlusconi, sarebbe scoppiata una guerra civile. Mentre Bersani a pecora dice: Obbedisco! Giorgio Napolitano prima ha cancellato l’ipotesi di voto anticipato, poi ne ha anticipato i risultati, annunciando quale sarà la politica governativa non solo dopo le elezioni della prossima primavera, ma anche dopo la fine del suo mandato. Napolitano supera tutti i limiti. Giuseppe Sagliocco -Lodi

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