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LETTERA APERTA DEL CENTRO DEGLI INTELLETTUALI ED ARTISTI PROGRESSISTI IRANIANI IN ITALIA AL COMICO B

Lettera aperta al comico Beppe Grillo Sono lo scultore Reza Olia, responsabile del Centro di Informazione degli Intellettuali e degli Artisti Progressisti Iraniani in Italia e vorrei tornare in merito all’intervista rilasciata dal comico Beppe Grillo al quotidiano israeliano Yedioth Ahronot alcuni giorni fa e riportata dal Corriere della Sera il 25 giugno 2012. Mi trovavo all’estero quando l’intervista è stata rilasciata e quando al mio ritorno ho letto le sue dichiarazioni sono rimasto sconcertato. In virtù della mia attività e della mia storia personale non posso trattenermi e rimanere in silenzio. Il comico Beppe Grillo tratta alcuni temi molto delicati in maniera confusa e molto superficiale. Ma forse vuole nascondere la verità sugli argomenti trattati. Racconta di aver visto un’esecuzione capitale sulla piazza di Isfahan, in Iran, e la paragona alla pena di morte in Usa, affermando che praticamente sono la stessa barbarità. Anche io sono contrario alla pena di morte; ma negli Usa non c’è l’arresto, la tortura e la forca per chi la pensa diversamente dal proprio Governo. In Iran, invece, la stragrande maggioranza dei detenuti e dei condannati a morte è composta dai prigionieri politici, i quali vengono sistematicamente torturati prima di essere ammazzati. Molte di queste vittime sono proprio le donne, alle quali non è permesso niente, che coraggiosamente lottano contro il regime fondamentalista degli ayatollah e che nelle medioevali carceri di Ahmadinejad subiscono aberranti torture, violenze carnali ed impiccagioni. Le nostre donne, quindi, per Ahmadinejad non sono al centro della famiglia, come sostiene il comico Beppe Grillo, ma al centro delle carceri. Per questo motivo gli oppositori politici tentano di fuggire da questo inferno. Gli oppositori sono grandi intellettuali, artisti, giornalisti, docenti universitari, uomini di teatro e cinema ed anche veri comici; in Iran la cultura è considerata come corruzione culturale occidentale. La gente che, invece, non ne ha la possibilità, è costretta a rimanere in Iran e a soffrire nell’indifferenza di tutto il mondo e nelle offese di persone come il Sig. Grillo. Non è neppure vero che la situazione economica sia florida in Iran. Gli impiegati e gli operai che protestano per riscuotere il loro misero stipendio o salario sono massacrati dai pasdaran. Come fa il comico Beppe Grillo a dire che in Iran si sta bene? Quale interesse ha ad affermarlo? Non sono riuscito a capire quale lavoro svolga il cugino del comico Beppe Grillo in Iran. Lui dice che costruisce autostrade. Ma è un operaio, un tecnico oppure un imprenditore? È italiano o iraniano? Se fosse un operaio o un tecnico, va a lui il nostro rispetto. Se invece fosse un imprenditore che ha rapporti diretti con il regime di Ahmadinejad, allora egli non è altro che un uomo del regime. Inoltre è vero che Ahmadinejad non ha il potere, finché la bomba atomica non sarà ultimata, di cancellare Israele ed il suo popolo dalle mappe geografiche. È altrettanto vero, però, che è inaccettabile offendere il popolo israeliano e negare loro il riconoscimento storico della sofferenza patita con l’Olocausto, voluto da un regime totalitarista a cui Ahmadinejad si ispira. Il Centro degli Intellettuali e degli Artisti Progressisti Iraniani in Italia esprime ancora una volta la propria solidarietà al popolo israeliano. Il nostro Centro non può non condannare le parole del comico Beppe Grillo, non sono comiche ma sono offensive nei confronti della nostra sofferenza di esiliati politici e del popolo iraniano. Sono offensive anche per i nostri prigionieri politici ed in particolare per le nostre donne, alle quali non è permesso frequentare i salotti dei comici, che in Iran sono censurati, ma solo le celle buie e fredde del carcere di Evin. Fiano Romano, lì 16 luglio 2012. Il Responsabile del Centro Lo Scultore Reza OLIA

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