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QUALE FUTURO

Comincio ad essere preoccupato non tanto per me e mia moglie che ormai siamo in dirittura finale, ma per mia figlia e soprattutto per la mia nipotina che ha solo 12 anni. Negli anni 50 il maestro elementare veniva tutte le mattine a Milano da Gallarate (con i mezzi di allora) ed aveva gli abiti sgualciti e scarpe rotte. Mi pare avesse 5 figli ma non non ne sono sicuro. Pur essendo piccolo ricordo però la solidarietà dei genitori degli alunni nell’aiutarlo forse anche economicamente. Andai poi ai Salesiani e pur facendo Ragioneria ricordo l’attenzione dei docenti (anche quelli laici) per le materie umanistiche. Interruppi l’Università quando morì giovane mio padre e ricordo i primi contratti negli anni 60 fatti ancora con la parola o la stretta di mano. Quanti anni sono passati, certamente con grandi progressi tecnologici, ma il resto che non è il meno come è e come sarà? I docenti se non sono “baroni” o raccomandati vivono di reddito troppo basso e non hanno mediamente la vocazione all’istruzione. Salvo eccezioni ciò vale anche per preti, medici ed avvocati. Le leggi sono troppe ed interpretate soggettivamente da magistrati che, fatte salve le mosche bianche, sono la parte peggiore della società insieme agli evasori fiscali. Spero di avere scritto tutte cretinate perché se non è così…

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