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IL MERCATO FINANZIARIO E' OSCENO, IMMORALE, L'APOTEOSI DELL'INDECENZA

Le regole del mercato borsistico rappresentano una oscenità. Era difficile pensare che l'indecenza potesse raggiungere tali livelli. L'etica è finita nel cesso, oppure è finita e basta. E' un mercato basato sulle scommesse, sui cosiddetti "derivati", che sono aria fritta, invenzioni di menti perverse: un tempo si sarebbero dette invenzioni del demonio, ma oggi tale espressione suonerebbe comica. E' un mercato svincolato dall'economia reale e che ha totalmente perduto il suo ruolo originario. Un tempo l'investimento azionario era un carburante per l'economia reale, serviva alle industrie per crescere e progredire, per creare occupazione e per alimentare il benessere generale. Ad una azione corrispondeva un bene reale e tangibile. Oggi si comprano i derivati finanziari, che non si capisce che cosa vadano a finanziare. Fatto sta che attraverso siffatti trucchi e siffatte alchimie gli speculatori e i pescecani della finanza, temibili parassiti della società, sono ingrassati oltre ogni limite. Questa economia "virtuale" ha drenato enormi risorse dall’economia reale, prosciugandola progressivamente, come una sanguisuga. Come è possibile che le regole che ci siamo inventati consentano agli speculatori internazionali di mettere in ginocchio dall'oggi al domani interi Paesi, come sta accadendo con i Paesi che hanno avuto la sventura di adottare l'euro? Come è possibile accettare che si possano comprare le azioni di un’azienda e rivenderle dopo pochi minuti, per poi ricomprarle e poi ancora rivenderle nel tempo che serve per bersi un caffè? Per di più senza neppure dover dimostrare di avere il capitale necessario per l'acquisto? Sarò pessimista a oltranza, ma credo che con queste regole il sistema che ci siamo inventati sia destinato all'implosione e che a farne le spese sarà la nostra qualità di vita, che già oggi si sta rapidamente deteriorando. Con i più cordiali saluti.

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