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Smettiamola di continuare a parlare di spread, di speculazioni finanziarie (sempre possibili specialmente in situazioni di grave crisi economica), di responsabilità di tizio o di caio. Andiamo piuttosto al fondamentale. - L’Italia ha un grosso debito pubblico di oltre tre milioni e ottocentomila miliardi delle vecchie lire, tradotti in duemila miliardi di euro; - Il nostro Paese non può consentirsi il lusso di mantenere una classe politica a quattro livelli (Stato, Regioni, Province e Comuni), nonché di tantissimi Enti pubblici economici inutili di vario tipo (anch’essi in mano di politici), i cui rappresentanti sono peraltro migliaia di senatori, deputati, governatori, consiglieri e assessori ben retribuiti come se fossero dei veri e propri dipendenti statali. - Il grosso debito pubblico, sempre crescente, per effetto del continuo aumento dei tassi di interesse (che viene attribuito ad un incomprensibile spread, governato dalla sig.ra Merkel, alla quale i Paesi dell’Unione europea risultano ormai assoggettati, e che sostanzialmente è un risultato del mercato reale), nonché la grave crisi occupazionale per effetto del fallimento di tante piccole e medie aziende, che ha messo sul lastrico tante famiglie e che ha impoverito la nostra società ! - A nulla possono servire i dettati di una Costituzione (quella in vigore) e festeggiare anche i 150 anni dell’unità dell’Italia Risorgimentale, che aveva realizzato l’annessione al Regno Sabaudo dei vari piccoli stati della terra italiana, quando proprio tale Costituzione ha stabilito l’istituzione di ben cinque Regioni a statuto speciale e altre quindici a statuto ordinario, che hanno sconquassato proprio la stessa unità, con la creazione peraltro di nuove Province, mentre avrebbero dovuto essere eliminate quelle esistenti, con la contestuale riduzione di tanti piccoli Comuni, - Per salvare l’Italia dal disastro occorre trovare il modo, non violento, per dar vita ad una nuova Costituente, elettiva ed assolutamente apartitica, che riscriva una nuova Costituzione alla luce della reale situazione della società italiana, tenendo comunque presente che gli eventuali, possibili cambiamenti devono cancellare gli esistenti vincoli costituzionali di cui al vigente art. 7, che dà rilevanza costituzionale ai famosi Patti lateranensi, sottoscritti dal cav. Benito Mussolini e dal Cardinale Gasparri nel 1929, in nome e per conto dello Stato Vaticano. - L’eventuale vendita dei beni pubblici, particolarmente ad Emiri arabi o comunque a stranieri anche europei, non soltanto non sarebbe utile ad una effettiva riduzione del debito pubblico ma rischierebbe addirittura di assoggettare l’Italia ai Paese arabi ed alla Germania, che aspira ad assumere la conduzione di importanti imprese, danneggiando così gli interessi di un popolo operoso, le cui volontà e capacità hanno salvato l’economia del dopo ultimo conflitto mondiale, realizzando peraltro il noto boom! - Ogni continuo, inutile rinvio potrebbe scatenare l’indignazione del popolo, la cui possibile reazione potrebbe avere peraltro conseguenze imprevedibili. Intervenire tempestivamente è un dovere civile di tutti gli italiani.

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