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Nausea

Egr.Direttore, leggo quotidianamente Libero via email poiche' mi trovo in una localita' desertica degli Emirati Arabi Uniti.Faccio parte di quella schiera di italiani che lavorano all'estero da una vita e dei quali i nostri governanti si ricordano solamente in occasione delle elezioni.Portiamo ricchezza al nostro paese con il nostro lavoro fatto di sacrificio .Lavoriamo 10 ore al giorno in condizioni disumane.Sabbia e caldo sono il nostro pane quotidiano.Vediamo le nostre famiglie tre volte all'anno in occasione dei rientri periodici in Italia. In 40 anni di questa vita ho girato in lungo e largo mezzo mondo vedendone di cotte e di crude.Se dovessi scrivere un libro avrebbe come titolo”Le memorie di un italiano all’estero” .Di cose da dire ne avrei tante ,non e’ sufficiente una semplice lettera al direttore. Sono arrivato al punto di vergognarmi di essere Italiano,talvolta dico di essere inglese parlando tale lingua in maniera fluente.Se ho bisogno di assistenza mi rivolgo alle sedi consolari inglesi o come altri miei colleghi a quelle di altri paesi civili che sono ben felici di assistere persone in difficolta’. Lei si chiedera’ ma perche’ non a quelle italiane??Il motivo e’ molto semplice:Sono lo specchio esatto di chi ci governa ,lauti stipendi,burocrazia ,vita da emiri.Assistenza ai cittadini italiani all’estero pessima ma bravi ad organizzare feste e ricorrenze (naturalmente a spese nostre) Pensavo di essere arrivato al capolinea e di andare in pensione ma..ma.. una certa Fornero ci ha messo lo zampino..cosi’ alla veneranda eta’ di 62 anni dovro’ attendere il compimento dei 64 per avere cio’ che mi spetta di diritto(sempre che non cambi nuovamente la legge ) Questi ultimo anni mi peseranno come macigni ma continuero’ a tenere duro .Pensi il mio lavoro non e’ considerate disagiato ..e si..lavorare a 55 gradi di temperatura per 10 ore al giorno sotto tempeste di sabbia e’ considerato normale. Dire Italiano all’estero significa ancora esser considerato pizza,mortadella ,mafia,camorra ,ladro.In parole poverie siamo considerati lo specchio di chi ci governa salvo poi meravigliarsi dello spread a 500,della borsa in picchiata e del paese ormai alla complete rovina. Per rinascere caro Direttore non sara’ sufficiente cambiare un governo ma bisognera’ cambiare la testa degli italiani e cio’ ritengo sia impossibile.Italiani buoni al lamentino ma non ad agire.In tal caso vale il detto “Ogni popolo ha il Governo e la sorte che si merita”.Gli spagnoli in piazza ,gli italiani al mare chi se ne frega dello spread. Monti,ABC ,Berlusconi etc etc. voglio dimenticare questo paese emigrando definitivamente .Sono alla nausea completa di questa Repubblica delle Banane. Infine caro Direttore le cito una frase di un grande uomo sempre attuale: « In ogni guerra, la questione di fondo non è tanto di vincere o di perdere, di vivere o di morire; ma di come si vince, di come si perde, di come si vive, di come si muore. Una guerra si può perdere, ma con dignità e lealtà. La resa ed il tradimento bollano per secoli un popolo davanti al mondo. » E si noi siamo stati bollati a vita dalle parole ” ESSERE ITALIANI”.

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