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DIVIDE ET IMPERA

“DIVIDE ET IMPERA” Un tempo ,l’antica e gloriosa Roma riuscì a governare le sue numerose colonie, tenendone distinte e separate le rispettive popolazioni. Giulio Cesare conquistò un Impero ma Roma lo divise per sfruttare al meglio le sue potenzialità economiche. Oggi la storia si ripete con la differenza non da poco che l’Italia,da una fumosa e pubblicizzata “globalità”,è stata ridotta al ruolo di “colonia”dell’America imperiale. Oggi gli Stati Uniti d’America governano gli “Stati Disuniti d’Europa”,attraverso l’arma finanziaria di una moneta ,l’EURO, che di europeo ha soltanto il conio. Gli Stati Uniti ,forti “dell ‘arma globale del dollaro” non poteva permettere che un “Euro”,magicamente gonfiato di sé e legalizzato perfino da false legittimazioni di alcuni Stati ,potesse fumare il “calumet della pace economica” con gli eredi storici dei superbi “pellerossi”. In proposito,è sufficiente ricordare che negli anni 2007-2008,allorquando ben 52 banche d’affari americane sperimentarono il fallimento,dette banche tagliarono gli investimenti in bond sovrani dei “PIIGS”( Portogallo,Italia,Irlanda,Grecia e Spagna) e che i citati colossi finanziari USA,carichi di svariati miliardi di “derivati”,provocarono “epocali”speculazioni contro l’Italia e gli altri paesi della zona europea in difficoltà. Grazie America. Conseguentemente,la svalutazione dei titoli di Stato dei “PIIGS”consentì alle banche statunitensi ed agli Stati europei virtuosi( in primis alla Germania) di lucrare “alla grande”sul peggioramento della crisi del debito sovrano degli altri Stati europei , meno “virtuosi”. In un siffatto contesto,l’Italia veniva baciata da un “carismatico governo di tecnici”che,aderendo ad una “supplica silenziosa” della banca Morgan Stanley,la bonificava con 2,567 miliardi di euro,con la pia illusione di guadagnare la fiducia e forse la riconoscenza dei mercati sul debito Italia. E l’America intanto non si faceva mancare niente: da New York,le agenzie di “rating”( per intenderci : “di valutazione”) iniziavano a valutare negativamente le attività di imprese commerciali e statali italiane. Rating dopo rating,Moodys’( modus in rebus ?! )giudicava senza appello la nostra crisi, sprezzante delle cure ai pensionati,ai disoccupati,agli occupati a pagare tasse di ogni genere,all’eroismo delle vittime dei tagli crescenti,ai risultati mirabolanti di non meno di 25 “vertici”,ai tagli revisionati di spese e rimborsi elettorali. Intanto il divario (detto anche “spread”) tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi,ad oggi, sfondava i 500 punti. Purtroppo,nell’anno 1947 l’Europa,distrutta da una guerra devastante,fu salvata dal “Piano (allora non si usava il termine”manovra”) Marshall,oggi il piano è soltanto uno strumento musicale,pochissimo accordato. Dott. Romano Dolce.

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