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L'inganno del Fiscal compact

Il Parlamento italiano ha ratificato il Fiscal compact, l’accordo sulle discipline di bilancio fortemente voluto dalla cancelliera tedesca Merkel, che Monti firmò insieme ad altri 24 Paesi dell’UE il 2 marzo scorso e che imporrà misure economiche insostenibili, giudicate da molti importanti economisti ( tra cui il premio nobel Krugman ) un altro passo avanti verso il suicidio economico dell’Europa. Secondo questo accordo i Paesi che non fanno parte del gruppo del Fiscal compact non potranno accedere ai benefici del Fondo salva-stati, ancora in via di definizione perché la Germania si oppone alla sua estensione. Oggi stiamo assistendo al blocco, da parte della Corte costituzionale tedesca, dell’accordo di Giugno sullo scudo anti spread, sottoscritto dal Consiglio Europeo, che perfino il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso salutò con l’affermazione “I leader Ue sono stati capaci di prendere misure di breve e medio termine impensabili solo fino a pochi mesi fa per stabilizzare i mercati” : lo scudo anti spread , come stiamo vedendo, non viene e probabilmente non sarà mai applicato, per l’opposizione della Germania. Nessuno, a questo punto, può garantire che i pesantissimi sacrifici che ci imporrà il Fiscal compact, tra cui la cessione della sovranità di bilancio, daranno veramente accesso ai benefici del Fondo salva-stati e che non ci troveremo di fronte, come accade oggi, all’ennesimo nein dei tedeschi, che avranno buon gioco a rifiutare gli aiuti visto che gli obiettivi fissati dal fiscal compact saranno pressochè irraggiungibili.

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