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La Cassazione legifera in proprio

Carissimo Direttore, Nell'apparente disinteresse generale ,la sentenza della Cassazione dell'11 agosto 2011 si arroga il diritto di rivoluzionare la legge sul divorzio e sugli alimenti al coniuge più debole. Detta sentenza, applicata recentemente in altro caso anche dal tribunale di Pisa (di cui posso fornire ampia documentazione), stravolge la precedente normativa equiparando la convivenza more uxorio ad un vero e proprio matrimonio, con annessi e connessi. E' ovvio che il coniuge più debole, che percepisce gli alimenti, vede così compromessa la propria libertà affettiva e di vita. Poniamo ad esempio il caso di una donna in età avanzata, nullatenente, disoccupata, che percepisce come unica entrata alimenti per qualche centinaio di euro, dopo 20 anni di matrimonio da casalinga, casalinga per crescere i figli e perchè l'ex marito facesse meglio carriera (caso non raro). Se questa donna si lega sentimentalmente ad un nuovo parner ed osa andare ad abitare da lui, indipendentemente dalle condizioni economiche, scatta in automatico la sospensione immediata degli alimenti. Con conseguente carico morale al nuovo partner (del tutto estraneo secondo la legge) di accollarsi ogni onere relativo alla compagna. La corte di Cassazione in pratica anticipa la legge sulle coppie di fatto, semplificandola alla pura convivenza, e su questa base ideologizzata dà ai tribunali mandato di mettere sul lastrico persone colpevoli solo di vivere come meglio credono. Questa è una mostruosità giuridica indegna di un paese civile. Questa amenità è passata sotto silenzio dalla grande stampa, e sopratutto dalla politica. Politica sempre più occupata a guardarsi il losco ombelico e sempre più distratta e succube per quanto riguarda giustizia e libertà civili. Cordiali saluti, Paolo Capri, Pisa

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