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i tormentoni estivi

Caro Direttore, i " tormentoni dell'estate " erano quei motivetti ripetuti all'infinito negli anni 60-70 che ci rintronavano le orecchie e ci accompagnavano persino nei sonni notturni. Sentivamo ad ogni ora il loro refrain dai Juke Box dei bar, dalle radioline delle auto agli schermi televisisvi in tutte le trasmissioni di intrattenimento. Li fischiavano o li canticchiavano persino gli autisti dei mezzi pubblici, dei taxi e qualche turista si arrischiava pure lui a gorgheggiarli. Bei tempi ! Allora si guardava al futuro con ottimismo anche se le statistiche economiche ci dicono che stavamo peggio. Forse in parte è vero ma vogliamo mettere la musica di allora " Ho scritto t'amo sulla sabbia " oppure " Il pullover che m'hai dato tu " per non parlare di " Azzurro il pomeriggio " con i tormentoni di oggi ? Lo " Spread, la crescita, i vertici, le previsioni del pil, la legge elettorale " ? Oltretutto senza una base musicale, a volte senza senso ma soprattutto senza soluzioni. Basta citarne un paio per rendersene conto. Lo " spread " con centinaia di vertici e decine di manovre sempre lo stesso, sempre quello, noioso. La " legge elettorale " sono sette anni che ci raccontano che è da cambiare e ce la fanno vedere persino " illustrata " come il Vittorioso d'antàn, noiosa pure essa. Non parliamo poi della " Crescita ". Tutti la invocano, si, stiamo meglio di quarant'anni fa ma siamo tutti un po' più tristi ed i tormentoni di oggi ci mettono angoscia. Sono riusciti ad uccidere l'italico ottimismo e, mentre prima cantavamo con speranza nel futuro, oggi ascoltiamo i nuovi refrain con la pesantezza nell'animo. Umberto Brusco Bardolino

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