Cerca

CHIUSURA DEL ORGANISMO DI TUTELA PER L'IMPRESE OPERANTI IN CINA.

Caro Direttore, Credo sia opportuno che Lei venga a conoscenza, attraverso la considerazione relativa ad una vera e propria malefatta compiuta da questo sciagurato governo, riscontrabile nella decisione di abolire l’unico centro operativo rimasto in grado di fornire tutti gli orientamenti e il supporto possibile alle imprese italiane operanti in o con il mercato cinese, soprattutto riferita ai delitti di contraffazione. Stiamo assistendo a qualcosa di inverosimile, che hanno voluto fare in modo occulto e senza pubblicità, ma per fortuna l'On Giovanni FAVA, Componente Commissione permanente per le Attività Produttive, resosi evidentemente conto della gravità di una tale sconsiderata azione, per primo ha chiesto al ministro di riferire in senato, con risposta scritta, sulla questione, al fine di chiarire il motivo per cui il Min. Passera e la sua corte hanno deciso di sottrarre, così di punto in bianco, questo servizio alle imprese italiane in Cina, dando in tal modo questo Governo “tecnico” un bel calcio nel sedere ad un servitore dello Stato, ad un funzionario davvero tecnico, e non politico, l’Ing. Giovanni de Sanctis, l’unico che ancora rimaneva in carica nell’ambito dell’intero progetto grazie alla sua preparazione e capacità. Adesso sono Io che, come cittadino e imprenditore, denuncio l’accaduto affinché, sebbene tale gravissimo errore sia ormai a conoscenza di tutti (Confindustria,MSE, etc.), parrebbe che pochi abbiano compreso pienamente la gravità di tale decisione. Personalmente, ho il sospetto che abbiano preferito tacere, ingannando un po’ tutti, con uno scopo principale: offrire a un’istituzione, ancora e per non molto tempo, rispondente al nome di ICE, una struttura già morta e sepolta, la possibilità di resuscitare mediante un’iniezione di circa 10 milioni di Euro, corrispondenti al progetto IPR Help Desks. Sappiamo inoltre che la proroga della permanenza a Pechino dell’ing. Giovanni de Sanctis aveva già ottenuto il parere favorevole da parte di ben 2 Direzioni del Ministero dello Sviluppo Economico, le quali si sono poi viste privare dei famosi 10 milioni. Apparentemente ci troviamo di fronte a un qualcosa di tremendamente ingarbugliato e confuso,mentre la realtà è ben diversa, e assai più semplice da intendere: il vertice politico del Ora sembra tutto cosi ingarbugliato, ma non e cosi la cosa è molto semplice: il vertice politico MSE (leggasi Passera e la sua Corte di “tecnici”, oltre ai 2 Monti, Mario e Riccardo), ha di fatto già impartito l'ordine di chiusura dell'IPR-desk Pechino, ed è già decretata la fine dell'intero progetto IPR desk, "rendendosi necessaria la preventiva valutazione circa la permanenza di tale linea di attività”. Noi imprenditori, abbiamo appreso dagli organi di stampa (cfr. ilsole24ore del 24 u.s.) che il nuovo direttore ICE ha dichiarato che "gli uffici ICE garantiranno gli stessi servizi del desk di pechino...nulla delle competenze accumulate andrà sprecato né le aziende saranno lasciate sole". La realtà è ben altra, molto, ma molto diversa, e gradiremmo sapere e verificare chi e con quali reali competenze il nuovo direttore ICE intende sopperire all’errore, dal momento che entro oggi 27 luglio 2012, i locali dell'IPR desk di Pechino, si trovano già in stato di totale smobilitazione, con relativa eliminazione di documenti e personale. In altre parole, l’assistenza alle aziende in questo senso non esiste PIÙ DA IERI, non esiste più, anzi dalmomento che gli operai stanno portando via mobili ed apparecchiature, smantelleranno da ieri installazioni ed infrastrutture. A partire da lunedì 30 luglio, non ci sarà più nulla. La verità: L’ICE non ha mai avuto competenze in tema di proprietà intellettuale, né formali né sostanziali, e sinceramente preoccupa molto che personaggi con incarichi di rilievo ICE rivendichino pubblicamente tali competenze, millantando professionalità ed esperienze in merito. Ritengo sia il caso di dire basta!! Basta con il ricatto dello Spread, basta con mantenere in carica gli amici degli amici! Copio testualmente quanto ci è arrivato dalla lettera che il Desk di Pechino come ringraziamento alla sua partenza di ritorno in Italia, ha scritto: A tale proposito si rappresentano alcuni dati significativi dell’attività svolta dall’IPR Desk Pechino: visitate 319 fiere venendo in tal modo in contatto con 2619 aziende italiane; dato riscontro a richieste provenienti da 1508 entità; accertati 40 casi di aziende false italiane dandone comunicazione anche alle istituzioni locali competenti in materia; redatte 6 Guide tecniche, delle quali le prime tre anche aggiornate alla seconda edizione, contenenti la normativa locale di riferimento tradotta in lingua italiana direttamente da quella cinese; relazionato a 32 eventi, in Cina ed in Italia. L’attività della struttura non è stata prorogata, dopo il biennio previsto dall’incarico originario, e non potrà perciò essere dato seguito a richieste successive al 20 luglio 2012. In tal modo l'IPR Desk Pechino, per quanto di sua competenza istituzionale, ha inteso contribuire ad agevolare e rendere più sicuro il cammino delle aziende italiane nel sempre più interessante ma altrettanto insidioso mercato cinese. Si confida che ciò non sia stato solo un semplice auspicio, anche in considerazione dei pertinenti parametri, periodicamente rilevati ed in costante incremento. Chi ha operato nell’IPR Desk Pechino, ed ancora è ivi presente, intende con l’occasione porgere i più fervidi auguri di un proficuo futuro a tutti coloro con i quali sono entrati in contatto ed invita a dare massima e rapida diffusione al presente messaggio. Dopo aver svolto il proprio compito in completa sintonia professionale, con dedizione ed entusiasmo, guarda ora al proprio avvenire, attualmente incerto, e sarà quindi lieto di ricevere eventuali indicazioni e suggerimenti su di esso. Chiudo questo intervento con il dire, che se si consente, come pare desideri ardentemente il ministro Passera, affidare il compito di rappresentare i nostri sforzi nella lotta contro la contraffazione, la protezione delMade in Italy e la Proprietà Intellettuale e Industriale, allora sarebbe preferibile chiudere qui le nostre attività di espansione all’estero. Un’ultima considerazione: del progetto IPR desk rimangono ad oggi ufficialmente nelle casse dell'ICE quasi 10 milioni di euro, dei 23 forniti dal ministero oltre cinque anni fa. Per prorogare l'attività dell'IPR desk di pechino, nella fattispecie, sarebbero stati più che sufficienti i soli "interessi bancari" di tale somma, senza quindi intaccarla minimamente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog