Cerca

W IL BURQA! SULLA RAI E' INIZIATO L'INDOTTRINAMENTO (MEZONIERO ED IN SULTANTE) PRO ISLAM E ANTICRIST

Questa lettera (tratta dal mio blog ) non aspira alla pubblicazione (sinceramente di finire sepolto in una remota pagina di internet affogato fra centinaia di mail non mi frega), ma, data l'importanza dell'argomento, è destinata alla vostra informazione affinchè solleviate il caso (scandaloso) nelle sedi opportune. Questa mattina alle 8.30 su Rai1 (ripeto Rai1) è andato in onda, con il bucolico titolo: ”La piccola Moschea nella Prateria” (sarà ma a me pare una presa per il culo!), una sit com di stampo Islamico. Le due puntate andate in scena oggi ovviamente erano piene di veli, ma soprattutto mostravano tanti islamici moderati; tante donne occidentali felicemente sposate con un musulmano; e poi madri occidentali pronte a mettersi il velo integrale pur di difendere il diritto delle islamiche di coprisri da capo a piedi lasciando liberi solo gli occhi; e ancora figlie di coppie miste che portano orgogliosamente il velo; e persino (oh ma la civiltà islamica è davvero evoluta... dobbiamo assolutamente imparare da loro... e infatti... eccoti servito il filmetto catechizzante!) figlie di imam radicali che dopo un periodo ribelle decidono che il velo è così bello da metterlo addirittura (ma pensa tè che figlia modello!) di nascosto dal padre fondamentalista ma illuminato perchè dopo infinite discussioni l'ha lasciata libera di non indossarlo (in confronto Ghandi come maestro di tolleranza era un pivello!). A parte questo finto e un po' ridicolo idillio islamico (nel film non c'è la minima traccia del tratto intrinsecamente violento dell'islam: nemmeno di quello macroscopico sancito della Shari'a; o quello che ispira terroristi suicidi amanti della signora morte... purchè ovvimente avvenga insieme al maggior numero di nemici, non importa se uomini donne o bambini o vecchi; o di quello che porta all'esaltazione della inferiorità delle donne, oppure alla condanna con durissime pene dell'omosessualità o dell'apostasia). Ma a parte questi ed altri “dettagli” - come la totale assenza nel telefilm, mentre c'è quello volgare e buzzurro, dell'”occidentale saggio” (magari di quelli un po' idealisti e pirlotti che si oppongono al burqa semplicemente perchè non vorrebbero che nemmeno una donna non consenziente fosse obbligata ad indossare un oggetto così umiliante per la dignità di qualsiasi essere vivente) – al di là di questo, ciò che è insopportabile del film è il ruolo riservato al prete cristiano. Il religioso viene dipinto come una persona debole e viziosa. Il prete, non solo non mostra nessun segno di saggezza (persino l'Imam la mostra quando dice alla figlia di non mettere il velo se non lo vuole); non solo non mostra alcun interessamento per gli aspetti religiosi (come invece capita al prete islamico radicale: per il quale c'è sì la negatività del radicalismo ma anche... vuoi mettere il confronto... la dedizione ad un modello religioso), ma è anche dedito a vizi nonchè succube della propria debolezza. L'omuncolo infatti è sopraffatto dalla gola. Il pretino nel sequel non riesce a resistere ad una scatola piena di miserrime caramelle, così domanda all'amico (ovviamente musulmano) di nasconderle alla sua vista in quanto lui non riesce proprio a trattenersi. Passi tutto, pure la propaganda, ma non l'insulto e non la menzogna. Quel telefilm va dunque vietato... o... meglio ancora, affiancato da opere che mostrino anche l'altra faccia dell'Islam, come il lavoro di Theo Van Ghog, ad esempio, in cui si rendevano note le brutture dell'Islam (film per il quale, è bene dirlo, il regista olandese è stato sgozzato per mano di un islamico). Sono certo che una società islamica libera, aperta ed voluta come quella mostrata ne ”La piccola Moschea nella Prateria” saprà accettarlo senza nemmeno pensare di mettere mano al coltello. SCRIVETE ALLA RAI

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog