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Bersani: si alle strade per Lenin ma non per Horthy

Caro Direttore, nei giorni scorsi Pier Luigi Bersani ha dichiarato, con doverosa nausea antifascista, che in Ungheria si ipotizzerebbero strade o piazze intitolate al reggente Horthy. Miklós Horthy, definito da Bersani un "nazista", era in realtà un ammiraglio di tradizioni Asburgiche, effettivamente alleato della Germania nella seconda Guerra Mondiale. Tentando, inutilmente, uno sganciamento dal conflitto, fu deposto e arrestato dai nazisti stessi nel 1944. Farebbe bene, l'emiliano Bersani, a soffermarsi sulle "delizie" a cui, da decenni, ci ha abituato la toponomastica nostrana. Tanto per fare un esempio, e per tacer d'altro, a Ekaterinburg nel 1918, furono massacrati non solo lo Zar e la Zarina, ma insieme a loro, tutte le figlie, nonché il figlioletto emofiliaco. Difficile definire questo atto, eseguito per ordine di Lenin, con un termine diverso da quello di "crimine". Al criminale Vladimir Ilic Lenin (padre della Lubianka e della Ceka), è tuttora dedicata una delle principali vie della periferia bolognese. Con preghiera di pubblicazione. Cordiali saluti. In fede Paolo Simeone Fattori e Maria Assunta Bussi Bologna

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