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LA LINGUA ITALIANA NON CAMMINA PIU' SULLE PROPRIE GAMBE, MA HA BISOGNO DI STAMPELLE INGLESI

LA LINGUA ITALIANA NON CAMMINA PIU’ SULLE PROPRIE GAMBE, MA HA BISOGNO DI STAMPELLE INGLESI La lingua italiana sembra destinata a una lenta consunzione, incapace di camminare sulle proprie gambe e costretta a utilizzare come stampelle le più varie storpiature di termini inglesi, che la stanno trasformando in una sorta di insalata o intruglio linguistico sempre più repellente. Sarebbe opportuno e urgente istituire una "COMMISSIONE PER LA SALUTE DELLA LINGUA", deputata a promuovere l'uso dei termini italiani equivalenti, che regolarmente esistono e sistematicamente vengono ignorati. La questione non è puramente di tipo estetico, ma interessa la stessa capacità di comprensione, se si considera che in alcuni ambiti l'italiano si è trasformato in un orripilante gergo infarcito di improbabili termini inglesi a volte comprensibile per i soli addetti ai lavori. Se la "revisione della spesa" siamo costretti a pronunciarla "spending review", se il "differenziale" deve cedere il posto allo "spread" e se la "gestione" deve essere sostituita dal "management", allora vuol dire che siamo proprio messi male. Con i più cordiali saluti.

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