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Comunicato Stampa dei dipendenti cassintegrati della Soc. Coop. Nuovi Orizzonti di Taranto

Taranto, 30 luglio 2012 OGGETTO: Comunicato stampa dipendenti in Cassa Integrazione della Soc. Coop. “Nuovi Orizzonti” di Taranto, operanti nel settore della Verbalizzazione Giudiziaria. Ill.mo Direttore, la presente innanzitutto per ringraziarla dell’interessamento mostrato nei confronti dei lavoratori cassintegrati della Soc. Coop. “Nuovi Orizzonti” di Taranto, pubblicando il 18 luglio u.s. il comunicato stampa da noi inviatole. Non tutti gli organi di stampa hanno mostrato la stessa sensibilità: e questo fa onore a lei ed al Suo giornale. Se permette, però, vorremmo ribattere a ciò che è stato scritto da un sedicente gruppo fonici di Torino presente su Facebook con una pagina “Precari di Astrea”, i quali – in data 20.07.2012 – andavano a dissociarsi da ciò che noi avevamo riportato in quella lettera. Non stiamo a commentare la prima parte nella quale venivamo accusati di scarsa professionalità – forse per i numerosi errori di stampa presenti nell’articolo? - a causa di un motivo che salta subito “allocchio” (c.f.r.) a causa del nostro linguaggio “pessimo e sgrammaticato”: non siamo degli italianisti dell’Accademia della Crusca e non pretendiamo di insegnare l’italiano a nessuno. Siamo stenotipisti e trascrittori, i quali riportano fedelmente, fino a prova contraria, tutto ciò che viene detto sul posto di lavoro. Per cui siamo disponibili a prendere lezione da chiunque si senta in grado di farlo! La lettera di questo gruppo - che, da notare, è fatto esclusivamente da fonici “precari” del Tribunale di Torino (dove, tra l’altro noi non operavamo), mentre noi raccogliamo le tre categorie di operatori: fonici, trascrittori e, soprattutto, stenotipisti – avvalora ancora di più la nostra tesi: il personale presente ora in alcuni Tribunali è scarsamente preparato (per non dire preparato per nulla!) e il Consorzio Astrea non risponde a ciò che prevedeva il Bando di Gara e cioè “personale altamente specializzato”. Non ci pare che questi fonici, per loro stessa ammissione, rispondano a questi requisiti: per cui questa non potrebbe che essere la punta di un iceberg! Altra cosa che salta subito all’occhio, è come noi - a differenza loro - non siamo mai stati precari per contratto – poiché siamo regolarmente assunti con contratto del settore “Multiservizi”, a tempo pieno o part-time e, comunque, indeterminato - abbiamo una ditta di riferimento (la Soc. Coop. “Nuovi Orizzonti”di Taranto), mentre loro si definiscono “Precari di Astrea” (che, per i non addetti ai lavori, è un Consorzio di aziende). Qual è la denominazione della/e loro ditta/e? Non è Astrea un Consorzio di precari, né potrebbe esserlo poiché, altrimenti, non avrebbe alcun titolo a occupare monopolisticamente tutti i Tribunali d’Italia: e se così fosse, allora, ne andrebbero ricercate le colpe in Stanze sicuramente più in alto, le quali non compiono le ispezioni ed i controlli dovuti! Egregio Direttore, il nostro comunicato stampa voleva solo sollevare uno dei tanti problemi nascosti da decenni nella nostra amata Italia: quello dei Verbalizzatori Giudiziari. Precari non per colpa delle aziende vincitrici, ma per colpa di uno Stato che, nel fare le Gare d’Appalto, non inserisce clausole che salvaguardino la continuità lavorativa e, soprattutto, la professionalità dei lavoratori, creando – di appalto in appalto – nuova disoccupazione e nuovo precariato. Un’unica cosa ci sentiamo di condividere con “i precari di Astrea”: la nostra è una battaglia tra poveri! La loro replica ne è esempio lampante. Egregio Direttore, ci piacerebbe tanto che lei, un giorno, ci interpellasse, interpellasse le aziende, interpellasse gli operatori del settore, i Giudici, i Cancellieri e - perché no – anche le Stanze del Ministero incaricate di far svolgere il nostro servizio (a partire dalle Gare di Appalto). Le si aprirebbe un mondo intorno di cui - forse – neanche lei immagina i contorni: un mondo fatto di lavoro continuo e professionale, ma anche precario e fatto con i piedi; un mondo fatto di belle storie di collaborazioni professionali tra aziende e dipendenti, ma anche di soprusi e sfruttamento; un mondo in cui “siamo tutti uguali”, ma anche di “io sono io e tu sei tu e quindi io sono meglio di te”; un mondo dove… Ma è inutile continuare poiché siamo certi che lei ne vorrà scoprire tutti i meandri più reconditi e nascosti. Nel ringraziarla della cortese attenzione, le assicuriamo che non risponderemo più ad alcuna lettera di dissenso, a meno che non si venga a colpire la nostra sfera personale. I dipendenti della Società Cooperativa “Nuovi Orizzonti”

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