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Omosessualità e Vangelo

Gentile Direttore, mi domando perché molti cristiani sostengano che Gesù taccia sugli omosessuali e relativi matrimoni. E’ il Vangelo a dire che, interrogato dai farisei riguardo al ripudio, "Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne?»” (Mt 19,4-5; cfr. Mc 10,6-8). E’ l’inequivocabile ribadimento della creazione dell’uomo con un’unica distinzione sessuale, l’unica possibile, cioè maschio e femmina / uomo e donna, nonché l’esplicita dichiarazione che l’unico matrimonio lecito è da intendere soltanto quello tra i due sessi da Dio creati. L’insegnamento di Gesù del resto non potrebbe mai discostarsi dalla tradizione dell’Antico Testamento (“Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole”, Lv 18,22; “Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio”, Lv 20,13) dal momento che Lui stesso dice: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli” (Mt 5,17-19; cfr. Lc 16,17). Se nella Nuova Alleanza le disposizioni della Legge e le parole dei Profeti riguardo all’omosessualità fossero state da chiarire o da interpretare correttamente, Gesù non avrebbe certo esitato a dirlo in modo esplicito: lo dimostra il caso del ripudio e dell’adulterio, ma anche quello dell’omicidio, del concetto di purezza e via dicendo.

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