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scandalo TFA

Caro direttore, seguo da tempo il suo giornale e la considero uno dei migliori giornalisti sulla piazza, un vero “segugio” nel suo genere. Per questo mi sono molto meravigliata del fatto che sul suo giornale non sia comparsa alcuna notizia dello scandalo dei TFA. Che i maggiori giornali vogliano mantenere il silenzio sul flop che il ministero della pubblica istruzione, ricerca ed università (alias MIUR) stia facendo è naturale, ma non comprendo come mai non se ne stia occupando lei, che non è mai stato tenero con chi occupando un posto chiave invece di agevolare ed aiutare i cittadini cerca di vessarli e prenderli in giro. I TFA sono i tirocini che dovrebbero permettere ai laureati non ancora abilitati di poter ottenere l’abilitazione e poi mettersi in fila per avere un ruolo nella scuola. Questi tirocini erano stati costruiti e pensati dalla Gelmini, ma come spesso accade in Italia, un governo non riesce mai a finire quello che stava cercando di creare e chi subentra manipola e ricalibra il tutto secondo i propri intenti e scopi. E Profumo, nonostante gli applausi iniziali, sta facendo rimpiangere la cara Mariastella. Le spiego in breve la questione che è cresciuta apparentemente in sordina sui blog degli aspiranti docenti (tra cui orizzonte scuola e tecnica della scuola) e si sta allargando a macchia d’olio con una batteria infinita di ricorsi da parte dei sindacati al ministero. Ora il Miur ha dato al CINECA (una società privata che lavora a stretto contatto col ministero) mandato di elaborare i test per l’esame d’accesso al TFA consistenti in domande chiuse a risposta multipla, quindi di natura nozionistica. E fin qui nessun problema dal momento che in Italia si parla di competenze e poi si valuta sul nozionismo e via dicendo con altre incongruenze tipiche del nostro sistema. Il neo ministro non ha voluto che, però, i test fossero messi in rete come è avvenuto per precedenti concorsi (MIBAC e dirigenti scolastici da poco conclusasi) in più ha respinto la prima batteria dei test costruita dal CINECA ritenendola “di troppo facile soluzione”, costringendo la ditta a formulare nuovi test per circa 170 classi di concorso in meno di un mese. Riporto il brano: "Da un’informativa Cisl apprendiamo che nella riunione del 21 marzo il Ministero ha comunicato ai sindacati che la batteria di test preselettivi elaborata dal Cineca “risulterebbe di troppo facile risoluzione nelle tre ore previste con conseguente impossibilità, dichiarata dalle università, di riuscire ad affrontare l’ulteriore selezione per prove scritte e orali per un alto numero di concorrenti“. Risultato? Una strage! In alcune classi di concorso come francese ci sono pochissimi ammessi, in altre gli idonei alla prima selezione sono meno del 5%; solo alcune classi giungono al 10%. L’intento del ministero era chiarissimo: mettere in palio alcuni posti che però non aveva intenzione di coprire perché altrimenti si sarebbe trovato sul groppone altre persone abilitate da dover sistemare e questo non poteva permetterselo! E allora perché prenderci in giro? Perché voler bandire a tutti i costi il concorso per i non abilitati quando tra un po’ deve partire il TFA speciale per chi ha 360 giorni di insegnamento e poi il concorso per gli abilitati? Perché tanta carne a cuocere? Per farsi pubblicità?per i voti? ma non era un tecnico che avrebbe dovuto agire fuori da ogni logica del potere? Per quanto riguarda i test, tarati con lo scopo di far passare il minor numero di aspiranti possibile si evince una quantità esagerata di errori, ambiguità, errori nelle materie delle classi di concorso ed in oltre ciò che ha colpito i docenti in queste ore sono state le dichiarazioni riportate sul Corriere "E al Miur confermano che a formularli sono state commissioni nominate per decreto. «Dal ministro precedente». Spiegazione ufficiosa: «Con il Tfa bisognava partire e in fretta perché c’era un vuoto da colmare dopo la sospensione nel 2009 delle scuole di formazione. I primi passi sono sempre difficili, ma almeno si è partiti». Un’idea su che cosa sia andato storto qualcuno al Miur se l’è già fatta: «Le domande non erano tarate perché non c’era ancora il quadro di riferimento” Un escamotage, quello di andare a riprendere eventuali colpe del Ministro precedente, che non fa presa sui docenti che pretendono una spiegazione. Dopo le numerose segnalazioni partite dal blog www.diventareinsegnanti.orizzontescuola.it sui quesiti proposti per le prove di selezione per l’accesso al Tirocinio Formativo Attivo (TFA) su domande sbagliate, ambigue, di difficile interpretazione nei test già effettuati, supportate anche da fonti accademiche autorevoli, il Ministero ha ammesso delle “criticità” e convoca una riunione per giovedì 26 luglio. A dare notizia della riunione è il Corriere della Sera che riporta le parole del Ministero: “dati non fisiologici“, parlando a proposito delle bocciature record. E annuncia che “giovedì si riunirà un gruppo di lavoro per valutare le criticità” Avvenire completa la notizia apparsa sul Corriere della Sera di una riunione convocata per giovedì 26 luglio al Ministero per trovare delle soluzioni a quanto sta accadendo in questi giorni nelle Università (ricordiamo che i test sono ancora in atto fino al 31 luglio), affermando che “entro l’estate il Miur nominerà una nuova commissione di esperti, allargata al mondo dell’Università e della scuola, alla quale indicherà i criteri per la redazione di nuovi test che, valevoli per l’a.a. 2012/13, saranno effettuati in autunno. A queste nuove selezioni potranno partecipare anche i candidati bocciati, esclusivamente però delle classi di concorso con meno del 10% dei promossi. E, particolare non secondario, non dovranno più versare il contributo di 100 euro Al Ministero stanno anche valutando la possibilità di organizzare un nuovo test di selezione per le classi di concorso che, pur avendo avuto più del 10% dei promossi, non sono riuscite a coprire per intero i posti messi a disposizione dalle Università per lo svolgimento del Tirocinio Formativo Attivo.” E pensare che tutto questo caos per un test preselettivo a cui dovranno seguire necessariamente ancora due prove: uno scritto e un orale a cui il ministero non vuole assolutamente rinunciare anche se sei posti messi a disposizione fino ad ora non sono stati coperti neppure del 10%. Sarò anche maligna, ma penso che il Ministero voglia un numero risicatissimo di nuovi abilitati. Caro direttore spero che lei si possa occuparsi anche un po’ del nostro caso e magari mettere in luce la subdola logica del potere politico che sottende questo valzer delle abilitazioni. Per correttezza dichiaro che ho ripreso alcuni brani della lettera dal sito di Orizzonte Scuola dove fortunatamente il dibattito sta evidenziando alcune magagne dell’iperburocrativismo del nostro stato. Distinti saluti Stefania Gatti

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