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crisi economica italiana e globale, insipienza dei politici

Gentile direttore, sono prossimo al mio 65° anno ed ho lavorato e versato tasse e contributi per più di 45 anni , ho convissuto con Lei l’evoluzione della politica nel nostro paese, come Lei ho cercato con il voto di contribuire alle scelte necessarie per il bene della nazione: oggi mi trovo davanti al quadro desolante di un governo di tecnici che tenta di salvare l’Italia dalle conseguenze delle politiche sbagliate dei vari governi degli ultimi cinquant’anni. Nel frattempo vedo i vari rappresentanti dei partiti politici impegnati principalmente in liti ed alchimie finalizzate alla conservazione ed al possibile incremento delle poltrone da loro occupate nei vari centri di potere: camera, senato, regioni, comunità varie, province dell’oggi e forse accorpate domani, municipalizzate ecc. Le scelte difficili o impopolari vengono fatte da un governo di tecnici non votati dagli Italiani, mentre tutti i partiti cercano di salvare il proprio serbatoio di consenso con diverse critiche rivolte alle scelte del governo, salvo poi, dopo pantomime varie , o accettarle torto collo se grossi partiti, o permanere comodamente all’opposizione dura se gruppi di minoranza o di poca entità. Ora mi pongo un problema: se oggi è in carica un governo di tecnici è per l’insipienza, la litigiosità, la avidità dei politici “di professione”, io non mi sento di dare il mio suffragio a nessuno dei contendenti, non mi danno alcuna garanzia, qui si gioca il nostro futuro di nazione, purtroppo la realtà dell’economia italiana e globale è quella che è, che ci piaccia o no, serve chi gestisca al meglio la situazione che oggettivamente è difficilissima: non vorrei negare il voto, ma onestamente sono in grossa difficoltà, sono un individuo fra milioni, lo so, ma mi sento comunque civilmente impegnato.

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