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Non C'entrano gli Sprechi

Non c'entrano gli Sprechi Assieme ai noi vengono stritolati gli spagnoli che pagano i loro deputati la metà dei nostri, hanno molti meno sprechi di denaro pubblico e infatti avevano un deficit pubblico la metà del nostro. Siamo vittima di una Crisi Finanziaria Globale e della Globalizzazione, non degli sprechi della Regione Sicilia o del costo dei farmacisti. Siamo d'accordo che sarebbe meritorio tagliare degli sprechi di denaro pubblico e usare i soldi risparmiati per ridurre delle tasse per dipendenti privati o piccoli imprenditori, ma mentre venti anni fa sarebbe stata forse la cosa importante di un programma economico ora ci sono guai di una scala dieci volte maggiore 1) causa la contrazione del credito bancario di circa 3-4 punti percentuali di PIL e l'aumento delle tasse di circa 4-5 punti percentuali di PIL, sono venuti a mancare circa 8-9 punti percentuali di PIL (circa 130 miliardi di euro) l'anno di domanda, di spesa monetaria, di moneta in Italia 2) in aggiunta causa l'apertura indiscriminata alle merci di Cina, India, Indonesia e altri asiatici dove si lavora per 5-10 euro al giorno e causa l'euro, che è sopravvalutato per quanto riguarda l'Italia, ora abbiamo perso almeno 3 punti percentuali di PIL l'anno di esportazioni Ci sono quindi circa 150-200 miliardi che prima entravano in circolo nell'economia dal saldo dell' export-import, dall'aumento del credito annuale e dal deficit pubblico annuale che sono SPARITI. 150 MILIARDI L'ANNO CIRCA SPARITI. Per ora le famiglie e anche le piccole imprese si sono adeguate alla situazione riducendo il risparmio e indebitandosi, ma non basta e in ogni caso hanno raggiunto il limite. Per cui l'Italia è oggi il paese più depresso economicamente del mondo industriale assieme a Spagna, Grecia e Portogallo Ridurre gli sprechi del bilancio pubblico tipo auto blu, scorte, super-pensionati, consulenze delle Regioni inutili, troppi dipendenti in certi enti, magistrati di Corte dei Conti ecc... può essere un risparmio di 10-15 miliardi. Se vuoi tagliare di più devi tagliare allora a tutta la spesa pubblica, cioè tutti gli stipendi e pensioni pubblici di 4.5 milioni di persone del -10% secco, in blocco, e allora ricavi altri 30-40 miliardi. Ma non servirebbe nella situazione attuale perchè: 1) questi numeri non sarebbero sufficienti a riempire il buco di domanda, perchè è molto maggiore innanzitutto e poi perchè tu togli ad alcuni italiani meno produttivi per ridurre le tasse ad altri e questo vuole dire che la domanda totale, il denaro in circolazione, la spesa, in Italia non cambia. 2) anche se per miracolo riesci a tagliare 30-40 miliardi di spesa pubblica parassitaria, la Troika di UE, FMI e BCE non te li fa usare per ridurre le tasse, te li fa usare per ridurre il deficit, ti fa bruciare questi soldi nel buco nero del debito pubblico, te li fa sparire letteralmente. Paradossalmente, in questo momento sarebbe peggio tagliare degli sprechi, perchè la "Troika" non ci consentirebbe di ridurre le tasse, ma li farebbe sparire nel buco nero del "rimborso del debito" Il risultato è che, MANCANDO ALL'ECONOMIA UN 10% DI pil di spesa.... il PIL dell'Italia crollerà del -10% o -15% dai livelli pre 2008.... guarda il secondo grafico, stiamo seguendo il percorso della Grande Depressione, quando la moneta e il reddito crollavano assieme. E guarda l'ultima tabella presa da una presentazione fatta questo mese alla London School of Economics, gli stipendi dell'occidente sono destinati a dimezzarsi per convergere a metà strada con quelli di 2 miliardi di asiatici

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