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...non se ne può più...

alla c.a. dr. Bechis Dr. Bechis, buonasera. Tranquillo: non intendo provocarti l’ennesima, devastante crisi di identità, come hanno fatto recentemente Ichino e Tabacci. Io intendo rivolgermi proprio a te, al vicedirettore di "Libero". Anche se, a dir la verità, forse sarebbe stato più opportuno rivolgermi al tuo direttore Belpietro. Il fatto è che mi sento più a mio agio con te. Oddio, stimo ed apprezzo Belpietro, ma, non so, mi pare un po’ troppo serioso, arruolato, quasi "istituzionalizzato"; gli anglosassoni, sublimi nel loro pragmatismo, lo definirebbero "square". E poi, che ti devo dire?, ho la fastidiosa, irritante sensazione che il dr. Belpietro non ce l’ha contata giusta sulla storia dell’attentato subito… Tu, invece, anche se ti tocca trattare argomenti non proprio esaltanti, non tralasci quel pizzico di disincantata autoironia, che insaporisce il pezzo e lo fa digerire pure ai refrattari al ragionamento. Per ultimo, e non è poco, i tuoi pezzi sono alla portata finanche di Di Pietro!. Bechis, non vorrei essere frainteso. La c.d. politica non mi appassiona affatto. Detesto, trasversalmente ed equanimemente, tutti i politici. Leggo volentieri, invece, chi è costretto a scriverne ma lo fa bene; o chi scrive d’altro: a condizione che lo faccia in modo intelligente, comprensibile e brioso: da Feltri a Travaglio; da Bechis a Gervaso; da Augias a Luca Goldoni, da Gianni Clerici alla Lucarelli, da Massimo Fini a Beha. Volevo citare anche Beppe Viola, ma questo nome, forse, a te, maledettamente troppo giovane, temo non dirà granché. Leggo soprattutto le edizioni on line dei vari quotidiani. Bechis, parliamoci chiaro: esse (tutte, per carità; di tutti i giornali) sono infarcite di errori e strafalcioni grossolani: ortografici, di spaziatura, maiuscole/minuscole, di grammatica (!!), di sintassi, di punteggiatura. Un caos della madonna. Capisco: i pezzi sono buttati giù in fretta. Il compito, ormai solo iconografico, del correttore di bozze sembra essere stato sbrigativamente affidato a qualche software, rabberciato troglodita e stomachevole, scaricato da internet. Ma gli esiti sono sconvolgenti, fino all’irritazione. Passi il fatto della scarsa chiarezza dell’esposizione, passi pure il fatto che la punteggiatura è distribuita con ineffabile non chalance; passi, infine, il misero e striminzito, quando addirittura non pacchianamente scorretto, utilizzo dei sostantivi e dei verbi. Ma, ti assicuro, al cospetto di "un’altro" (sic) apostrofato, il lettore può anche stramazzare rovinosamente. E che cazzo!. Allora, ti vorrei proporre un affare. Affidami l’incarico di "correggere" i pezzi dei tuoi collaboratori. Tanto si può fare tutto on line, con una tempistica pressoché "live". Non costo molto, però, detto fra noi, fumo forsennatamente: tre pacchetti di Multifilter al giorno. Che, se dovessi sorbirmi questo tipo di incazzature, diventerebbero quattro! Cordialmente. Alfredino Macellari P.S.: Se mi cerchi su Wikipedia non mi trovi. Non mi conosce nessuno. Ma forse è una fortuna: almeno posso escludere, contrariamente a quanto possa fare tu, di incorrere in atroci, traumatizzanti crisi d’identità…. Comunque: ho 62 anni, ristoratore, sposato, tre figli maschi. S. Benedetto del Tronto. Hobbies: tennis (che pratico dignitosamente) e lingua italiana (che cerco di praticare con aristocratica ma cazzeggiona raffinatezza).

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