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Dalla parte di ALEX

Gentile Direttore, le scrivo un mio personale sfogo umano/sportivo, premettendo che non ho mai conosciuto ALEX SCHWAZER ne la sua famiglia. Grazie dell’attenzione Alberto Moioli VIVA ALEX SCHWAZER Sono profondamente sconcertato per la cattiveria e l’esagerato accanimento mediatico riservato per SCHWAZER. L’atleta in questione non è una macchina, e come tale può sbagliare. L’atleta è un uomo, anzi in questo caso è un “ragazzo” e ancor di più deve essere rispettato. Un errore ammesso tra le lacrime e confessato, sempre tra le lacrime, davanti a un’impietosa e sadica telecamera sacrificata in nome del tanto decantato quanto abusato termine di “diritto di cronaca”, da parte del papà che ha ammesso alcune difficoltà “esistenziali” del figlio in questi ultimi tempi. Secondo me dovremmo capire che ALEX probabilmente è un ragazzo e, in quanto tale, vorrebbe a tutti i costi vincere sempre, mantenere uno standard qualitativo che è spesso impossibile da mantenere, vorrebbe restare al centro dell’attenzione, vorrebbe non deludere nessuno, gli amici, gli sponsor, la ragazza, la famiglia, lui stesso. Probabilmente si rende conto che non ci riesce e visto il livello che è arrivato non gli basta più aver conquistato comunque un’importante qualificazione alle Olimpiadi di Londra 2012, vorrebbe ancora vincere, ancora essere il numero uno e non credo che ci sia nulla di male, ma qui cade in errore. Tutto qui, tutto qui. ALEX non ha ucciso nessuno, non ha rubato nè fatto violenza su nessuno, ALEX ha fatto un errore che pagherà con una maxi squalifica ma a fronte di tutto questo non è necessario sbattere su tutti i tg e giornali servizi a ripetizione con analisi di psicologi e psichiatri che indagano sulla sua vita privata e applicano vera violenza, stuprando la sua intimità e la sua vita privata che dovrebbe invece essere sacra. Si sta sbagliando tutto, perdonatemi, ma io sono seriamente preoccupato, dal momento in cui un papà in lacrime vi dice che il ragazzo già lo preoccupava non è certo il caso di affondare la lama del coltello in una ferita che già fa molto male, non credete? Dunque se è vero come son convinto che lo sia che LO SPORT E’ SCUOLA DI VITA, lo sia anche in casi in cui si perde, anche in queSti casi, a ALEX si dica, visto che ha ammesso l’errore con le lacrime, che non è una tragedia, affronti a testa alta la squalifica e prosegua ad allenarsi per tornare presto più forte di prima e si riprenda la sua vita, la sua dignità anche con nuove vittorie, si ricordi al ragazzo quanti colti in errore hanno stretto i denti e hanno vinto su tutto e tutti, sulle cattiverie, sulle invidie e si sono ripresi le loro vittorie, le loro medaglie e rivincite importanti delle quali parlare con orgoglio ai propri figli senza vergogna. Perché ai propri figli bisogna insegnare, secondo me, che si può sbagliare ma anche rimediare se si ha la modestia e l’onestà intellettuale di riconoscerlo, e Alex ha tutte le premesse per riprendersi anche domani mattina quando si renderà conto che le parole cattive utilizzate dai media in questo periodo sono solamente parole che lui può cancellare con i fatti e con un valore aggiunto sul quale lui può e deve puntare: la sua famiglia. Quanti atleti ora scenderanno in campo senza vergogna e paura in sua difesa riconoscendone il valore umano al di la delle prestazioni atletiche? Chi ne avrà il coraggio? Qualcuno se ha voglia di “pensare” provi a immaginare quale possano essere i risvolti di un contiunuo accanimento e isolamento di un ragazzo per bene travolto dalle cronache giornalistiche senza scrupoli e faccia una scelta in base al proprio cuore di genitore e non sempre in linea solamente con la necessità di “vendere uno scoop”. Viva Alex e la sua famiglia. Alberto Moioli

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