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Odissea telefonica italiana

Come la maggior parte degli italiani, siamo stati, fino a circa 6 anni fa, clienti di Telecom Italia (telefonia fissa e Internet). Decidiamo di passare ad altro operatore, prima Fastweb poi Wind Infostrada, decidendo di usufruire solo del telefono fisso. Nel febbraio di quest'anno vogliamo rimettere Internet, e ci rivolgiamo al Negozio Infostrada della nostra città, nel quale ci viene detto che a un prezzo modico (25 € al mese) avremmo avuto, senza cambiare numero, telefono e Internet senza limiti, con l'acquisto di un modem Wireless. Decidiamo dunque di sottoscrivere il contratto, acquistiamo il modem, e cominciamo ad usufruire del pacchetto, in particolare ad usare molto Internet, sicuri che si tratti di una connessione flat. Alla prima fattura la sorpresa negativa: l'importo da pagare supera i 400 €. Chiediamo lumi al Centro Assistenza, ci dicono che a loro risulta attivato Internet a consumo. Ma, ribattiamo noi con in mano la copia del contratto, qui c'è scritto Internet senza limiti. Ci dicono di mandare via lettera raccomandata il contratto e la bolletta, e nel frattempo di sospendere la domiciliazione bancaria. Obbediamo e attendiamo, e nel frattempo usiamo Internet con estrema parsimonia: connessioni molto veloci, il tempo di controllare le mail e aggiornare l'antivirus. Passano diversi mesi, arriva solo la comunicazione dell'avvenuta apertura della pratica, arriva un'altra fattura anch'essa piuttosto salata (siamo sui 200 €, comunque troppi) Anche di questa bolletta non facciamo partire il pagamento, e restiamo “ad aspettare Godot”, finché un bel (?) giorno il telefono squilla: è Telecom Italia, ci informano che c'è una promozione che consente di “tornare all'ovile” e di avere a circa 30 € telefonate e Internet senza limiti, mantenendo il numero attuale. Accettiamo. Dopo circa un mese ci arriva una nuova telefonata: “a breve inizieremo le procedure per il passaggio a Telecom Italia”. Lunedì 16 luglio scorso il telefono è fuori uso: non si può né chiamare né ricevere. Conosciamo la procedura, sappiamo che prima Wind deve staccare per poi far subentrare Telecom, immaginiamo che occorra una settimana al massimo, e dunque non ci preoccupiamo. Dopo 6 giorni tutto è ancora bloccato, dunque chiamiamo il 187. Ci informano che la pratica è stata aperta e che “al massimo mercoledì 25 funzionerà tutto”; noi ringraziamo e continuiamo ad aspettare. Il giorno 27 tutto tace, noi richiamiamo il 187 per ben due volte nel giro di 20 minuti: la prima volta una signora o signorina del commerciale dopo 5 minuti chiude la comunicazione, al secondo tentativo parliamo con un'altra operatrice, la quale verifica e ci dice che il passaggio sarà esecutivo il 9 agosto. Chiediamo cortesemente di velocizzare la tempistica, la signora ci farà sapere a breve dopo aver parlato con il tecnico. Dopo 2 giorni, nella cassetta della post, troviamo una busta di Telecom Italia con il contratto da firmare e rispedire, ma c'è ancora l'indirizzo di residenza vecchio, da quasi due anni abbiamo cambiato casa, possibile che non risulti? Decidiamo di lasciar perdere e ce ne andiamo per qualche giorno al mare. Rientriamo domenica scorsa, la situazione è ovviamente immutata. Stamattina, 7 agosto, contattiamo ancora il 187 e scopriamo che la procedura prevede che noi facciamo il contratto e poi richiediamo il cambio d'indirizzo (effettivo dal novembre 2010, dunque da quasi DUE ANNI), il tutto al costo di oltre 70 €, quando ci era stato detto che il passaggio sarebbe stato totalmente gratuito. È mai possibile che in questo Paese le cose all'apparenza più normali si debbano sempre rivelare le più astruse e complicate?

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